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LA MANTA: UNO SCIALLE NEL
BLU
Testo e disegni di Massimo D'Adamo
Foto di L. Coccia
La manta, il più grande rappresentante dell'ordine
dei Raiformi, è un inoffensivo gigante che ondeggia tranquillo
nell'acqua con la sicurezza di chi è immenso e la leggerezza
del volo.
La
manta è una nomade del blu: uno dei più grandi pesci
pelagici. E’ uno smisurato pesce cartilagineo, superato
in lunghezza solo dallo squalo balena e dal cetorino, che non
si alimenta sul fondo, come fanno tanti altri pesci dal corpo
appiattito, ma si muove alla ricerca di cibo presso la superficie.
ETIMOLOGIA
La manta deve il suo nome al caratteristico aspetto del corpo,
simile ad un grande scialle o mantello, una coperta ondeggiante
nel nuoto.
Il nome venne dato dai navigatori spagnoli quando incontrarono
per la prima volta le mante nei mari tropicali durante i grandi
viaggi di esplorazione del sedicesimo secolo. Manta, in castigliano,
significa coperta. Infatti, vista dal ponte di una nave, mentre
nuota sotto la superficie del mare, la manta sembra proprio una
grande coperta scura alla deriva, mentre vista da sotto appare
come un gigantesco fantasma tutto bianco. Viene chiamata anche
diavolo di mare, pesce diavolo, vacca marina o razza cornuta per
via delle lunghe appendici carnose ai lati della testa che sembrano
due corna (i lobi cefalici).
FORMA
Le
sottili appendici cefaliche delle mante sono utilissime per radunare
piccoli crostacei e altri organismi planctonici e spingerli nella
vasta cavità orale.
Le pinne pettorali larghe ed espanse sembrano due ali cosicché
la manta da l'impressione di volare nell'acqua. L'apertura alare
di questo gigante raggiunge i 7 metri mentre il peso è
stato stimato fino a 1,5-2 tonnellate.
Il colore del mantello varia dal bruno all'olivaceo al nero sulla
superficie dorsale, mentre il lato ventrale è bianco.
Il forte appiattimento in senso dorso-ventrale e l'estensione
laterale delle pinne pettorali che le conferiscono tale forma,
rappresentano lo sviluppo estremo di caratteristiche comuni a
tutti i Raiformi, e più in particolare alla famiglia dei
Mobulidi cui la manta appartiene, e a quella strettamente affine
dei Miliobatidi, o aquile di mare.
Come tutti i Raiformi la manta ha 5 fessure branchiali, aperte
sul lato ventrale del corpo, e manca di pinna anale. La testa
appare ben distinta dal tronco e la coda nettamente separata dal
corpo. La coda, estremamente sottile e simile a una frusta, è
piccola in rapporto alle dimensioni del corpo ed estremamente
mobile. Le grandi pinne pettorali assumono l'aspetto di enormi
ali sia per le dimensioni che per la forma appuntita degli apici,
come accade anche nelle aquile di mare della famiglia
Miliobatidi. A differenza di queste la testa larga e corta è
affiancata da due lunghi lobi, le pinne cefaliche, arrotondati
all’estremità e ripiegabili come cartocci. La bocca,
molto ampia, si apre all'estremità anteriore del capo ed
è armata di denti molto piccoli, disposti in fitte serie
trasversali successive, e presenti solo sulla mascella inferiore:
la dentatura ha peraltro un'importanza molto limitata in questi
raiformi di mole gigantesca e aspetto minaccioso, dal momento
che la loro alimentazione è costituita essenzialmente di
organismi planctonici.
Degno di nota è il cervello delle mante: un organo enorme
anche tenendo conto delle dimensioni gigantesche di chi lo possiede.
Il rapporto di 1 a mille, tra il peso del cervello e il peso corporeo,
superato o uguagliato solo dai mammiferi, è un rapporto
altissimo per organismi primitivi come sono i pesci cartilaginei.
In particolare va sottolineata la grandezza del telencefalo, quella
parte del cervello che presiede alle attività psichiche
superiori e chi ha nuotato a fianco a questi giganti dei mari
e li ha guardati negli occhi può certamente intuire il
loro grado di intelligenza.
Benché le mante (e le mobule) siano note da lungo tempo
per le loro gigantesche dimensioni ve n'è una, Mobula diabola,
australiana che è un vero pigmeo: a sviluppo completo misura
solo sessanta centimetri fra gli apici delle pinne.
ALIMENTAZIONE
Come
tutti i giganti del mare (le balene e lo squalo balena), la manta
si nutre di organismi di piccole dimensioni, zooplancton e pesciolini
che vivono in fitti banchi. Come tutti i giganti non si scomoda
per alimentarsi: le è sufficiente passeggiare fra il cibo
tenendo la grande bocca sempre aperta e aspettando che le particelle
di cibo si accumulino nel suo organismo.
Le mante spesso cercano il plancton di cui si nutrono in superficie:
con esperti e rapidi movimenti delle pinne cefaliche, che negli
esemplari di dimensioni maggiori possono superare un metro di
lunghezza, convogliano verso la bocca una vorticosa corrente d'acqua
ricca dei diafani organismi planctonici e dei piccoli pesci. Questi
vengono filtrati da appendici fogliacee degli archi branchiali,
le branchiospine, che li trattengono al passaggio dell'acqua,
espulsa dalle fessure branchiali.
RIPRODUZIONE
Le
mante sono ovovivipare come gli altri Mobulidi, e partoriscono
un piccolo che nasce vivo, dopo essersi schiuso dall'uovo entro
il corpo materno. Il “piccolo” ha dimensioni considerevoli
fin dalla nascita, raggiungendo circa un metro di lunghezza e
10 kg di peso, e spesso viene alla luce mentre la madre compie
un balzo fuori dell'acqua.
Pochi dati sul numero di nati per ogni parto. Si ha notizia di
un embrione di Manta birostris che pesava nove chilogrammi, con
apertura di un metro e dodici centimetri fra gli apici delle pinne.
MODO DI VITA
Le
mante vivono nelle acque tropicali e temperate calde di tutti
gli oceani, e sono frequenti soprattutto vicino alle coste. Quasi
tutti i Mobulidi sono saltatori, vivono soli o a coppie e qualche
specie si incontra anche in piccoli branchi. Questi pesci hanno
abbandonato i costumi tipicamente bentonici che contraddistinguono
numerose specie di Raiformi e, pur trascorrendo parecchio tempo
sul fondo per riposare, nuotano spesso in prossimità della
superficie muovendo lentamente le ampie pinne pettorali dall'alto
verso il basso.
Durante la notte sono più attive e compiono talvolta spettacolari
e fragorosi balzi fuori dall'acqua, volando qualche metro al di
sopra della superficie con un poderoso battito delle immense “ali”.
LA MOBULA
Una specie strettamente affine alla manta, vive nel Mediterraneo,
nell'Atlantico nordorientale, dal nord della Spagna al Senegal:
la mobula o cefalottera o pesce diavolo minore, Mobula mobular.
Può raggiungere un'apertura “alare” di 5 m
e un peso di una tonnellata; si distingue dalla manta per le minori
dimensioni della bocca, che si apre sulla parte inferiore del
muso anziché sulla sua estremità anteriore, e per
la tendenza delle pinne cefaliche ad avvolgersi verso l'esterno.
Anche le mobule, come le mante, sono presenti ovunque esistano
grandi masse di organismi planctonici e compiono spesso poderosi
balzi fuori dell'acqua, a differenza delle mante, di solito, non
nuotano da sole, ma si riuniscono in piccoli banchi di pochi individui.
Ne esistono 12 specie distribuite essenzialmente nelle zone circumtropicali.
La coda delle mobule, estremamente sottile e simile a una frusta,
presenta alla sua radice una piccola pinna dorsale e, come nelle
mante, è priva di aculei eccetto che per due specie di
mobule (Mobula mobular e Mobula japanica).
L'aculeo della Mobula mobular, breve e quasi completamente nascosto
nel tessuto della base della coda, sembra inadatto ad arrecare
qualsiasi offesa, ma essendo acuminato è raccomandabile
non toccarlo.
SUPERSTIZIONI E RAPPORTI CON L'UOMO
Le pacifiche mante per le loro dimensioni sono state oggetto di
strane e terrificanti leggende. Questo elegantissimo pesce cartilagineo,
infatti, è leggendariamente temuto dagli indigeni di numerose
regioni tropicali per le colossali dimensioni e l'aspetto inquietante.
E’ il mostro insidioso, che negli antichi miti tramandati
dai popoli dell'Oceania tenderebbe un abbraccio mortale ai pescatori
di perle, ma che in realtà è solo un inoffensivo
gigante.
Un tempo si riteneva che le mante potessero attaccarsi con le
appendici cefaliche alle catene delle ancore, esercitando poi
una trazione così forte da strapparle, si diceva anche
che se si aggrappavano ad un cavo pendente dal bordo, potevano
trascinare a rimorchio una nave di grandi dimensioni. Erano dunque
considerate creature maligne, feroci e diaboliche.
Nonostante la mediocrità delle loro carni mante e mobule
vengono spesso catturate per uso alimentare in acque tropicali.
Spesso finiscono accidentalmente in reti derivanti, tramagli e
palangari.
Nel Mediterraneo la mobula (Mobula mobular) è oggetto di
catture accidentali nelle reti pelagiche per il pesce spada e
nelle tonnare fisse. La specie è considerata minacciata
e per questo motivo è stata inclusa nell'Allegato II del
Protocollo sulle Aree Specialmente Protette e sulla Conservazione
della Biodiversità della Convenzione di Barcellona.
MANTE E MOBULE: LA CLASSIFICAZIONE
Le mante (genere Manta) e le cefalottere
(genere Mobula) fanno parte dell’ordine Rajformi
e della famiglia Mobulidi che comprende in tutto 15 specie.
Alcuni autori considerano mante e mobule come facenti
parte dei Mobulini, una sottofamiglia dei Miliobatidi
e quindi associano le mante e le mobule alle aquile di
mare (generi: Aetobatus, Aetomylaeus, Myliobatis, Pteromylaeus,
Rhinoptera che comprendono 29 specie - di cui tre sono
presenti nel mediterraneo: l'aquila di mare, Myliobatis
aquila, la vaccarella, Pteromylaeus bovinus, e la rinottera,
Rhinoptera marginata).
La sistematica delle mante (genere Manta) è tuttora
controversa: alcuni studiosi ritengono, infatti, che un'unica
specie ad amplissima distribuzione, Manta birostris, popoli
le acque più calde del globo, mentre altri autori
distinguono tre specie:
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Manta birostris - Giant manta, Manta ray - manta - 800 cm
Distribuzione. Circumtropicale. Atlantico: Bermuda
e Sud Carolina, USA e Brasile, occasionalmente più
a nord.
Manta ehrenbergii - Giant manta, Manta ray - manta - 800 cm
Distribuzione. Oceano Indiano occidentale. Mar Rosso.
Manta raya - Giant
manta, Manta ray - manta - 800 cm
Distribuzione. Oceano Pacifico meridionale: segnalata
a Zorritos, Peru.
(Altre specie in passato considerate
valide e cioè Manta alfredi, Manta americana
e Manta hamiltoni vengono considerate appartenenti
alla specie Manta birostris).
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Al genere Mobula appartengono 12 specie
(per ognuna vengono qui riportati i nomi inglesi e le
massime aperture alari):
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Mobula coilloti - Greater Guinean
mobula - 250 cm
Distribuzione. Atlantico orientale: segnalata a largo
della Costa d’Avorio. Secondo alcuni autori
questa specie è un sinonimo di Mobula tarapacana.
Mobula diabola - Devil ray - 60
cm
Distribuzione. Oceano Indiano e Pacifico occidentale:
Port Alfred, Sud Africa e parte orientale del Pacifico
occidentale.
Mobula eregoodootenkee - Pygmy
devil ray - 100 cm
Distribuzione. Oceano Indiano e Pacifico occidentale:
Mar Rosso, Mare d’Arabia e Golfo Persico fino
in Sud Africa e Filippine, Nord Vietnam e parte
meridionale del nord Australia.
Mobula hypostoma - Lesser devil
ray - 120 cm
Distribuzione. Atlantico occidentale: New Jersey,
USA fino a Santos, Brasile. Atlantico orientale:
St. Paul's Rocks
Mobula japanica - Spinetail mobula
- 310 cm
Distribuzione. Oceano Indiano e Pacifico: dal Sud
Africa, Mare d’Arabia fino alle Isole Hawaii
e la Polinesia. Pacifico orientale. Atlantico occidentale:
Costa d’Avorio e probabilmente altre zone.
Questa specie è stata confusa con Mobula
mobular del Mediterraneo. Nord Atlantico.
Mobula kuhlii - Shortfin devil
ray – 120 cm
Distribuzione. Oceano Indiano e Pacifico occidentale:
coste orientali dell’Africa fino all’Indonesia
Mobula mobular - Devil fish, Giant
devil ray, mòbula, cefalottera, pesce diavolo
minore - 520 cm
Distribuzione. Atlantico orientale: dall’Irlanda
sudoccidentale, Mediterraneo e Portogallo a sud
fino al Senegal, incluse le Isole Canarie e Azzorre.
Occasionale nell’Atlantico nordoccidentale.
Segnalata in India.
Mobula munkiana - Munk's devil
ray - 220 cm
Distribuzione. Pacifico orientale: Gulfo di California,
Ecuador e Isole Galapagos.
Mobula rochebrunei - Lesser Guinean
devil ray - 133 cm
Distribuzione. Atlantico orientale: dalla Mauritania
fino all’Angola
Mobula rancureli - 240 cm
Distribuzione. Atlantico centrorientale: Costa d’Avorio.
Mobula tarapacana - Chilean devil
ray - 300 cm
Distribuzione. Circumtropicale, segnalata in sporadiche
località. Atlantico occidentale: Venezuela.
Atlantico orientale: dalla Costa d’Avorio
al Sud Africa. Segnalata a Capo Verde. Oceano Indiano
occidentale: Mar Rosso nordoccidentale. Pacifico
occidentale: Giappone, Taiwan, e probabilmente Australia
tropicale. Pacifico orientale: Golfo di California
e Cile.
Mobula thurstoni - Smooth-tail
mobula - 220 cm
Distribuzione. Probabilmente circumtropicale ma
in sporadiche località. Atlantico orientale:
dal Senegal alla Costa d’Avorio. Oceano Indiano:
Sud Africa, Golfo del Bengala, e probabilmente Indonesia.
Pacifico occidentale: Golfo della Tailandia e Australia
nordorientale. Pacifico orientale: Sud California,
USA fino al Costa Rica, incluso il Golfo dif Tehuantepec.
Segnalata in Cile.
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