15/05/2008
Sole, vento e mare per le Isole Minori

Autonomia energetica e paesaggio
Forum PA stand Gruppo Italia Energia 2008, 15 maggio Nuova Fiera di Roma, padiglione
7 Nuova Fiera di Roma

15 maggio 2008 - Promuovere nuovi modelli di gestione e fruizione del sistema energetico nelle Isole Minori, favorendo l’uso razionale dell’energia e delle fonti rinnovabili nel rispetto del patrimonio naturale e culturale che esse racchiudono, questo l’obiettivo del progetto di Marevivo “Sole, vento e mare per le isole minori”.
Il progetto presentato oggi al Forum PA,  che quest’anno per la prima volta ospita una sezione apposita sull’energia, pone il problema dell’impatto paesaggistico e l’accettabilità sociale delle fonti rinnovabili, un tema che riguarda tutto il territorio nazionale ma tocca in particolare le piccole isole e le Aree Marine Protette.
Le Isole Minori italiane, infatti, sono territori circoscritti, con fragili e limitate risorse, che rappresentano luoghi ideali per lo sviluppo di politiche ispirate alla sostenibilità e al corretto uso delle energie, oltre che della risorsa idrica, del territorio e del paesaggio. Accade, però, che i cittadini di queste, oltre a subire l’inquinamento delle navi di passaggio, sopportano anche l’inquinamento dei generatori elettrici alimentati con combustibili fossili che potrebbero in parte o in tutto essere sostituiti con l’eolico e il solare.

Il progetto di Marevivo, presentato oggi dalla presidente Rosalba Giugni, mira a trovare il giusto e difficile equilibrio tra la tutela dell’ambiente e i diversi diritti collettivi. Per questo è stato accompagnato da una relazione dell’Enea sulla diffusione delle best practice sul territorio italiano e internazionale,  propedeutica al dibattito che ha visto la partecipazione allo stesso tavolo dei ministeri interessati e dei rappresentanti dei cittadini delle piccole isole italiane.
 “L'importanza dello sviluppo delle energie rinnovabili, che costituisce parte essenziale e integrale degli sforzi comunitari volti a combattere il cambiamento climatico, non potrebbe trovare nelle isole minori migliore applicazione per la significativa disponibilità di fonti rinnovabili: il sole e la ventosità elevata e sufficientemente costante dei siti marini.” ha affermato Rosalba Giugni, presidente di Marevivo, “questo il tema principale che il nostro progetto vuole affrontare, per poi dare il via a un percorso che vada nella direzione di un modello alternativo di sviluppo energetico rispettoso del patrimonio naturale e culturale delle Isole Minori e di tutte le Aree Marine Protette. Individuare, dunque, le diverse problematiche e trovare le adeguate soluzioni nel rispetto delle bellezze paesistiche del territorio”.
Il progetto di Marevivo, presentato stamattina, prevede l’istituzione di una task-force operativa in grado di focalizzare e superare gli aspetti ostativi più ricorrenti nel processo di individuazione e attuazione di un piano energetico alternativo. I principali interlocutori coinvolti sono ENEA, CNR, Ministero dell’Ambiente, Ministero dei Beni Culturali, Ministero dello Sviluppo Economico, APAT (Agenzia Protezione Ambiente e Territorio), ANCIM (Associazione Nazionale Comuni Isole Minori), ENEL, GSE, Kyoto Club, Ordine degli Architetti, Editoria di settore, giornalisti specializzati.

È previsto, inoltre, un convegno di tre giorni a Capri, 10-11-12 ottobre 2008, durante il quale sarà presentato un focus realizzato in collaborazione con ANCIM, ENEA, ENEL, su tre isole in grado di offrire modelli rappresentativi per l’attuazione di piani energetici sostenibili, dalla semplificazione procedurale all’applicazione operativa vera e propria.
Parteciperanno al convegno tutti i Sindaci dei Comuni delle Isole Minori con l’obiettivo di acquisire uno strumento per concretizzare le proprie politiche di sostenibilità energetica; individuare le opportunità e le soluzioni finanziarie alle quali possono accedere i comuni che intendono investire nella produzione di energie rinnovabili. Il convegno di Capri sarà anche luogo per un’esposizione dedicata alle nuove tecnologie nel campo delle energie rinnovabili aperta anche alle scolaresche delle scuole dell’arcipelago campano che aderiranno all’iniziativa e a tutti i rappresentanti delle Aree marine Protette in Italia.


12/05/2008
Spiagge e fondali puliti: a Trani dal 24 al 27 maggio

Il giorno 12 Maggio 2008, presso la sede della Sezione di Trani della Lega Navale, si terrà la Conferenza Stampa per la presentazione dell’iniziativa "Spiagge e fondali puliti 2008" che si svolgerà lungo il litorale della costa tranese nei giorni 24-25-26-27 Maggio 2008.

Quest’edizione dell’iniziativa assume una particolare importanza poiché oltre a svolgersi in ben quattro giorni, coinvolge unitamente al locale Circolo della Legambiente, la Provincia di Bari (Assessorato Turismo, Caccia, Pesca e Risorse del Mare), la Sezione di Trani della Lega Navale e l’Amministrazione delle Case Circondariali della Città di Trani. L’iniziativa che si svolgerà lungo il litorale di Trani, vedrà l’attiva partecipazione delle scolaresche tranesi, e nel giorno del 25 Maggio, anche la partecipazione dei SUB della Delegazione Provinciale MAREVIVO di Bari coordinati da Onofrio Allegretta.

La Conferenza Stampa vedrà la presenza dei soggetti coinvolti nel coordinamento e nella realizzazione della manifestazione. Interverrà l’Avv. Sebastiano De Feudis, Assessore della Provincia di Bari al settore Turismo, Caccia, Pesca e Risorse del Mare; Giuseppe Di Ciommo, Presidente della Lega Navale Trani; la dott.ssa Valeria Pirè, Direttore delle Case Circondariali di Trani; Francesco Tarantini, Presidente della Legambiente Puglia; l’Ing. Giorgio Gramigna, Presidente dell’A.M.I.U.-Trani.

10/05/2008
Niente leghe sotto i mari a Ortona e Ponza

Nell’ambito del progetto “Niente leghe sotto i mari“, al secondo anno di operatività, la Divisione subacquea di Marevivo e il Cobat (Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste) saranno impegnati nelle azioni di recupero delle batterie abbandonate nei fondali dei porti di Ortona (CH) e Ponza (LT). Gli appuntamenti sono previsti nelle mattinate del  10 maggio nella cittadina abruzzese e del 17 e18 maggio nell’isola di Ponza.

Numerose le attività collaterali alle operazioni a mare: dalle attività di educazione e divulgazione ambientale rivolte alle scolaresche locali, ad un percorso di riscoperta dell’enogastronomia tipica.


07/05/2008
BLUE MISSION nelle spiagge di Formia e Gaeta

Ripristinare l’ambiente e differenziare i rifiuti raccolti, osservare e scoprire gli elementi naturali che caratterizzano le spiagge di S. Agostino a Gaeta e di Vindicio a Formia.
Queste le attività che gli studenti del laboratorio ambientalistico di II e III media dell’Istituto Comprensivo Carducci di Gaeta e delle classi III A e III H dell’Istituto Comprensivo Vitruvio Pollione di Formia sono impegnati a portare avanti nell’ambito del progetto “BLUE MISSION: operazione spiagge pulite”.
Ideato da Marevivo e realizzato con il contributo della Provincia di LatinaSettore ecologia e ambiente, riserve e parchi, risorse idriche, servizio protezione e prevenzione, inquinamento, igiene e profilassi - nell’ambito dei programmi istituzionali di valorizzazione e ripristino ambientale, l’iniziativa si pone l'obiettivo di creare e diffondere una vera cultura del mare, coinvolgendo i giovani studenti che saranno stimolati a vivere il mare in modo diverso, non solo come luogo di vacanza ma come fonte di scoperte.
Blue Mission, attraverso il coinvolgimento diretto dei giovani guidati da biologi esperti di educazione ambientale vuole lanciare un forte messaggio sulla necessità di conoscere e tutelare i nostri litorali e tutto l’ecosistema marino per guardare il mare con altri occhi.

Questi gli appuntamenti:

Gaeta:
7/05/2008 - Intervento in aula
13/05/2008 e 15/05/2008 – Ripristino ambientale nella spiaggia di S. Agostino

Formia:
12/05/2008 Intervento in aula
14/05/2008 e 16/05/2008 - Ripristino ambientale nella spiaggia di Vindicio

 

01/02/2008
Fondali Blu a Milazzo

La Divisione Sub di Marevivo, nell'ambito della manifestazione Fondali Blu, con il patrocinio del Comune di Messina e dell'Assessorato Regionale alla Pesca e la collaborazione della Guardia Costiera e del Gruppo Sommozzatori dei Carabinieri, da oggi a domenica 4 febbraio, effettuerà delle ricognizioni nei fondali di Milazzo.
Lo scopo è quello di recuperare le reti da pesca abbondonate che, molto spesso, finiscono per soffocare la vita di secche e scogli sommersi ma anche dei pesci che vi rimangono impigliati.
Il gruppo sub, inoltre, trasmetterà in superficie le immagini della ricognizione, così da offrire a studenti ed ospiti presenti sulla banchina uno spaccato del meraviglioso mondo sommerso.

 

17/01/2008
L’ALTO MARE NON SARÀ PIÙ MARE DI NESSUNO

Allarghiamo la capacità di proteggere il Mediterraneo con l’istituzione
delle Zone di Protezione Ecologica

Almeria, Spagna 17 gennaio – L’associazione Marevivo chiede ai delegati dei paesi contraenti la Convenzione di Barcellona per la protezione del Mediterraneo, di istituire la propria Zona di protezione Ecologica (ZPE) ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982. La proposta sarà formulata durante un evento collaterale che l’associazione terrà in seduta plenaria, nell’ambito della 15°conferenza dei paesi contraenti (CoP 15).
L’istituzione delle ZPE prevede l’allargamento da parte dei singoli paesi del Mediterraneo delle proprie capacità di protezione dell’ambiente marino oltre il limite delle 12 miglia del mare territoriale. 
L’Italia, la Francia, la Croazia e la Slovenia lo hanno già fatto. Per l’Italia sono in corso i negoziati con i paesi adiacenti e frontalieri per la delimitazione della propria zona di intervento e per renderla operativa.
Marevivo sostiene che se tutti gli altri paesi del Mediterraneo istituissero le rispettive ZPE, si potrebbe raggiungere l’ambizioso obiettivo di avere il controllo dell’intero bacino. E così l’alto mare non sarebbe più mare di nessuno, almeno dal punto di vista ambientale.
 
Nelle ZPE verranno applicate tutte le norme sia del diritto del singolo stato, sia dei trattati internazionali in vigore in materia di prevenzione e repressione di ogni tipo di inquinamento marino e deterioramento degli habitat. Questo permetterà un controllo su una fascia più ampia di mare al fine di prevenire e scoraggiare lo scarico di sostanze inquinanti da parte delle navi, e il rilascio di rifiuti pericolosi, fortemente devastanti per un mare chiuso come il Mediterraneo.
Il Mare Nostrum, infatti, è un ecosistema ad alto rischio: 46.000 chilometri di coste, 25.000 specie di piante di cui il 50% endemiche, 7% della fauna mondiale e rappresenta appena lo 0.8% dei mari del Pianeta. In esso si concentra il 28% del traffico mondiale di idrocarburi, petrolio e suoi derivati, ovvero 300 petroliere che giornalmente rilasciano una scia nera di 2.800 tonnellate complessive di petrolio, equivalenti ogni anno a 15 “Prestige” (la petroliera affondata nei mari della Galizia nel 2002). Ciò ha provocato un’elevata concentrazione di catrame pelagico che è di 38 mg/m2, circa 10 volte superiore a quella del mare del Giappone (3,8 mg/m2), e quasi 4 volte superiore a quella del mar dei Sargassi (10 mg/m2). Ci troviamo di fronte ad un grave inquinamento “subdolo” del quale, purtroppo, nessuna parla.
La legge Italiana n°61 dell’8 febbraio 2006, approvata nell’ultimo giorno della scorsa legislatura, grazie anche alla pressione di Marevivo, prevede che l’Italia eserciti la sua giurisdizione in materia di protezione e di preservazione dell’ambiente marino, compreso il patrimonio archeologico e storico. Entro le zone di protezione ecologica si applicano, anche nei confronti delle navi battenti bandiera straniera e delle persone di nazionalità straniera, le norme del diritto italiano, del diritto dell’Unione europea e dei trattati internazionali in vigore per l’Italia in materia di prevenzione e repressione di tutti i tipi di inquinamento marino, compresi l’inquinamento da navi e da acque di zavorra, da immersione di rifiuti, da attività di esplorazione e di sfruttamento dei fondi marini e l’inquinamento di origine atmosferica, nonché in materia di protezione dei mammiferi, della biodiversità e del patrimonio archeologico e storico.

Ufficio stampa Marevivo: Elena Santoro 3384173150
Tel. 06 3202949 – 06 3222565 
ufficiostampa@marevivo.it  - www.marevivo.it

20/12/2007
Un impegno per le balene

IL NATALE DI MAREVIVO:
un impegno per le balene

Giovedì 20 dicembre dalle ore 18.00, la sede galleggiante di Marevivo ospiterà una serata evento aperta al pubblico e dedicata alle balene. Saranno proiettate immagini sul viaggio che le balene compiono durante questo periodo dell’anno nei mari dell’Antartico. Un viaggio lungo e avventuroso durante il quale le balene non saranno sole, purtroppo, ma inseguite dall’uomo, predatore responsabile di inutili morti. L’uccisione volontaria, infatti, continua ad avvenire malgrado la moratoria sulla caccia commerciale delle balene, decisa dalla Commissione Baleniera Internazionale (International Whaling Commission – IWC), fin dal 1982. Giappone e Islanda, pur facendo parte dei paesi che “rispettano la moratoria", continuano a cacciare le balene, giustificando il massacro con “fini scientifici”, ma in 18 anni di caccia giapponese, 7000 balene arpionate e nessun dato scientifico (fonte Greenpeace). La Norvegia, addirittura, ignora completamente la moratoria.


Marevivo, per unirsi a tutte le voci di protesta che si sono alzate nel mondo, promuove una mobilitazione dell’opinione pubblica, attraverso una raccolta di firme, mirata a fare pressioni sulle autorità competenti del Governo italiano e dell’Unione Europea, affinché si impegnino in azioni concrete verso i paesi che ancora svolgono la nefasta caccia ai mammiferi marini ovunque protetti.

IL NOSTRO IMPEGNO PER LE BALENE

Considerato che:

1. Alcune specie di cetacei tra le più imponenti, come la balenottera azzurra e la balena franca, furono portate sull’orlo dell’estinzione nel corso del secolo scorso, nonostante l’istituzione della Commissione Baleniera Internazionale (International Whaling Commission – IWC), creata nell’ambito della Convenzione internazionale per la regolamentazione della caccia alle balene (Washington - 2 dicembre 1946) che avrebbe dovuto vigilare sulle attività per favorirne uno sviluppo sostenibile delle attività di pesca che ne preservasse le specie;

2. Nel 1982 la Commissione Baleniera Internazionale (International Whaling Commission – IWC), istituita nell’ambito della Convenzione internazionale per la regolamentazione della caccia alle balene (Washington - 2 dicembre 1946), prese la decisione di stabilire una quota zero su tutte le attività di caccia commerciale, moratoria che è divenne effettiva nel 1986,  prevedendone la ridiscussione nel 1990, dopo una valutazione comprensiva delle popolazioni di balene (Paragrafo 10e della Schedule). Secondo alcuni Paesi membri della IWC il divieto alla caccia non è più necessario in quanto alcune popolazioni di balene sono in aumento. Tuttavia, dato che qualsiasi emendamento alla Schedule richiede una maggioranza del 75% degli Stati membri dell’IWC, non è ragionevole pensare che la situazione cambi facilmente visto che al momento la percentuale dei paesi anti-caccia è più o meno uguale a quella dei paesi pro-caccia.

3. il Giappone avvalendosi dell’Articolo VIII della Convenzione, pur "rispettando la moratoria", continua a cacciare un numero sempre maggiore di balene per cosiddetti “scopi scientifici”, in programmi di "ricerca" che nascondono ingenti operazioni commerciali e di propaganda nazionale

4. l'Islanda, oltre ad aver ricominciato la “caccia scientifica” nel 2003, ha ripreso nel 2006 le attività commerciali, entro le proprie acque territoriali, esercitando il suo vecchio diritto d’obiezione alla moratoria, così come la Norvegia che, invece, con la stessa scappatoia non aveva mai smesso di cacciare;

5. in particolare:
-la Norvegia continua il proprio programma di sfruttamento commerciale dei cetacei del Nord Atlantico, mai cessato;
-dal 1987 il Giappone giustifica le catture con presunte esigenze «scientifiche» (nel 2003 i cosiddetti “ricercatori” giapponesi hanno venduto in questo modo 3.000 tonnellate di carne di balena per 52 milioni di dollari). In questi ultimi anni
-inoltre il Giappone ha intensificato la sua azione nei mari Antartici, a dispetto delle costanti e pressanti Risoluzioni passate dalla Commissione baleniera internazionale atte a bloccare tali attività;
-l’Islanda, dopo aver deciso di riprendere la caccia commerciale alle balene le cui carni vengono destinate all’esportazione, poiché solamente l’1,1 % della popolazione mangia carne di balena, ha annunciato una nuova sospensione pur mantenendo quella cosiddetta scientifica che negli ultimi quattro anni ha comportato l’uccisione di circa 160 esemplari. E’ da notare che, su dichiarazione del governo islandese, nella stagione 2006-2007 sono stati catturati solamente 14 esemplari dei 39 del programma scientifico. Secondo alcuni analisti economici tale riduzione è avvenuta per la carenza di mercato, vista la drastica diminuzione di consumatori islandesi.

6. Norvegia, Giappone e Islanda – che in totale uccidono circa di 1.500 balene l'anno - si stanno adoperando in sede IWC per ripristinare la caccia commerciale, eliminando la moratoria, esercitando un’azione persuasiva sui paesi economicamente svantaggiati, sotto l’ombrello dello sfruttamento sostenibile di tutte le risorse.

7. non appare che le richieste avanzate, da parte di Argentina, Australia, Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Messico, Nuova Zelanda, Portogallo, Spagna e Svezia, al Giappone di fermare la caccia alle balene nel santuario dei cetacei nelle acque del Mare Antartico abbiano avuto effetto;

Non potendo rimanere insensibili a tale situazione di degrado ambientale e ricordando la celebre citazione di John F. Kennedy: "Spetta alla nostra generazione, e proprio ora, fare in modo che ciò di cui noi disponiamo e che ci è stato donato prima che arrivassimo, e cioè le bellezze naturali e la loro salute, non diminuiscano a sfavore di coloro che verranno dopo di noi" l’Organizzazione Non Governativa ambientalista MAREVIVO reputa vitale ed urgente intraprendere nuove azioni orientate alla sensibilizzazione dei maggiori Fori mondiali affinché venga cessata la pratica della caccia  dei cetacei in tutti i mari del pianeta.

L’associazione Marevivo, unendo la propria voce alle proteste che da ogni parte del mondo si sono alzate, CHIEDE presso tutte le sedi competenti (IWC, ONU, UNEP, CE, i Governi dei Paesi coinvolti e il Governo Italiano) che:

- l’IWC, fin dalla prossima riunione, approvi una moratoria di ogni tipo di caccia alle balene, compresa quella effettuata per motivi «scientifici» e si impegni a sensibilizzare i Paesi favorevole alla protezione dei cetacei non ancora membri della Convenzione, al fine di accrescere il peso dei Paesi anti-balenieri aderenti alla Convenzione;

- vengano sostenute azioni di promozione di “whale-watching” in tutti quei mari che oggi sono meta di caccia;
 
- si introducano nuove norme che permettano la tracciabilità dei costituenti dei composti o prodotti finali destinati sia al consumo alimentare che alla cosmesi, al fine di evidenziare l’utilizzo di componenti derivati da balene;

- si applichino tutte le norme possibili ricorrendo a tutte le disposizioni internazionali esistenti, non solo nella Convenzione sul commercio internazionale delle specie a rischio (CITES), per esercitare una maggiore pressione e controllo, atti a sanzionare qualsisia attività illegale di commercio di carni di specie sottoposte a stretto controllo e a massima protezione e fermare la caccia in corso, che ha fini puramente commerciali in quanto essenzialmente destinata al rifornimento del mercato interno dei Paesi trasgressori;

inoltre l’ associazione Marevivo s’impegnerà affinché:

- possano essere attuate efficaci misure immediate per mitigare la cattura accidentale di mammiferi marini, in particolare nelle reti pelagiche illegali (by-catch) usate nel Mediterraneo anche da pescatori italiani e francesi, nonostante il bando imposto dall’Unione europea; senza trascurare la necessità di rendere effettiva la protezione dei cetacei nel santuario del Mediterraneo, promuovendo anche l’istituzione di nuove aree di protezione, in considerazione del fatto che in Mediterraneo vivono otto specie di regolari di cetacei di cui quelle maggiormente minacciate sono il delfino comune, la stenella, il tursiope e il capodoglio;

- vengano assunte tutte le iniziative possibili al fine di promuovere l’istituzione di una rete di aree marine protette di alto mare con l’obiettivo di coprire una superficie di almeno il quaranta per cento degli oceani.

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27/10/2007
Niente Leghe sotto i mari a Pozzuoli

NIENTE LEGHE SOTTO I MARI

Ultimo appuntamento per il 2007 con la campagna di Marevivo e Cobat per il monitoraggio e la pulizia dei fondali portuali italiani

Sabato 27 ottobre
Ore 9,00
Porto di Pozzuoli

Cobat e i sub di Marevivo impegnati nell’attività di recupero dei rifiuti nei fondali della darsena dei pescatori di Pozzuoli.
Al termine saranno comunicati i risultati del recupero.

Dopo le tappe di Formia e Lipari, arriva a Pozzuoli la campagna “Niente Leghe sotto i mari” promossa da Marevivo e Cobat per proteggere l’ecosistema marino dai rifiuti, in particolare dalla dispersione dei componenti inquinanti presenti all’interno delle batterie al piombo esauste.
Il 27 ottobre i sub di Marevivo e gli esperti di Cobat, coadiuvati della Capitaneria di Porto di Pozzuoli, effettueranno la pulizia del fondale della darsena dei pescatori, procedendo alla raccolta e all’avvio a recupero dei rifiuti e degli accumulatori al piombo ritrovati.

La giornata sarà anche un’importante occasione per sensibilizzare gli studenti, invitati ad intervenire dal comune di Pozzuoli, al rispetto dell’ambiente e all’importanza della raccolta differenziata.

Alla giornata di recupero interverranno:
Giancarlo Morandi, Presidente Cobat
Carmen di Penta, Direttore Generale Marevivo
Francesco Emilio Borrelli, Assessore all'Agricoltura, Parchi ed Aree protette della Provincia di Napoli
Salvatore Malfi, Viceprefetto - Comune di Pozzuoli
Sergio Castellano
, Comandante Guardia Costiera Pozzuoli 

Parteciperanno alla pulizia dei fondali anche: De Vita Maria & Figli (Raccoglitore Incaricato Cobat), Circolo Ilva Bagnoli, I.S.FO.R.M (Istituto per lo Sviluppo,la Formazione e la Ricerca nel Mediterraneo), Associazione Campi Flegrei a Tavola, Nereidi Diving, Consorzio Campano Assodiving Flegreum.

Niente Leghe sotto i Mari è un’iniziativa messa in campo da Marevivo – l’associazione ambientalista attiva dal 1985 in tutto il territorio nazionale e anche all’estero – e Cobat – il Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste – con la collaborazione del Comando Generale delle Capitanerie di Porto e con il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare.


UFFICIO STAMPA MAREVIVO
06 3222565 – ufficiostampa@marevivo.it
 
UFFICIO STAMPA COBAT: Hill & Knowlton Gaia
Valeria Capotondi
06 441640305 - 340 1047473 - uffstampa@hkgaia.com


27/10/2007
1 DONNA 1 CANOA 4 ISOLE e 1 SCOGLIO

Nell’ambito della Campagna Nazionale di monitoraggio e pulizia dei fondali:

NIENTE LEGHE SOTTO I MARI

e del Progetto di sensibilizzazione pubblica sulla protezione della biodiversità:

2007 L’ANNO DEL DELFINO
lanciato dall’ONU

SABATO 27 OTTOBRE 2007

Marevivo Campania, con la collaborazione del Circolo ILVA di Bagnoli e l'I.S.FO.R.M.,  propone

1 DONNA 1 CANOA 4 ISOLE e 1 SCOGLIO
Maratona in solitaria per un messaggio di tutela e salvaguardia
del mare e della biodiversità

Lory Marchese, socia fondatrice  di culturavventura.it, atleta del Circolo Ilva Bagnoli  effettuerà in Kayak in solitaria, una  MARATONA da Ischia  a Pozzuoli, passando per Vivara, Procida, lo scoglio della Gaiola e Nisida.

L’atleta  arriverà verso le 13.00 nella darsena dei pescatori di Pozzuoli dove è in corso l’evento  “Niente Leghe sotto ai Mari”, ultimo del 2007, che consiste nella rimozione dal fondale di batterie usate e materiali dispersi in acqua che saranno inviati alla raccolta differenziata.

Il progetto patrocinato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare è sostenuto da Marevivo, Cobat (Consorzio Obbligatorio Batterie Usate)  e Capitanerie di Porto – Guardia Costiera.       
L’atleta  una volta a terra si occuperà della sensibilizzazione degli studenti presenti con depliants atti a divulgare una  maggiore consapevolezza sull’importanza di proteggere la biodiversità e di salvaguardare l’ambiente marino. 
 

07/10/2007
Lagustelli di Percile - Operazione pulizia

Ovviamente la domanda può nascere spontanea: “ma cosa ci fa un’associazione ambientalista che opera sul mare nei lagustelli di Percile, al centro del Parco dei Monti Lucretili ?”
Da circa un anno la Divisione Sub di Marevivo sta portando avanti insieme al Comune di Percile, un progetto per la riqualificazione e bonifica dell’area dei Lagustelli.
I lagustelli sono un habitat piuttosto particolare dal punto di vista naturalistico, offrono riparo a molte specie terrestri e anche ad alcuni rapaci stanziali nella zona.
Si trovano ad un’altitudine di circa 720 mt s.l.m.
Nel 2004 i sommozzatori della squadra Marevivo si sono immersi per visionare e campionare le acquee e i fondali dei due lagustelli. I risultati pervenuti dall’esplorazione e la nuova situazione politica del luogo, hanno dato speranza per un progetto che vuole riportare l’area al suo splendore originale; il progetto di monitoraggio consiste nel prelievo e nell’analisi, ad intervalli specifici, da parte di chimici e biologi specializzati, al fine di verificare la qualità dell’acqua stessa.
Precisamente in questa fase, che si concluderà il 7 ottobre, Marevivo e i suoi volontari dovranno ricercare alcune fonti d’acqua a monte dell’area e nel frattempo bonificare la zona intorno ai due lagustelli.
Verranno raccolti rifiuti che sono presenti lungo gli argini, risultato di un errato utilizzo dell’area da persone incivili, ma nel frattempo si potrà passare una fantastica giornata all’aria aperta, a contatto con la natura e facendo esperienze con i botanici ed esplorazioni del luogo.
Tutte le operazioni saranno effettuate in collaborazione con il Comune di Percile, Ente Parco Monti Lucretili, Croce Rossa Italiana – S.t.m.s Palombara ,  CAI – Soccorso Alpino, Laboratorio Geochimica dei Fluidi del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università "La Sapienza" – Roma e Ass. T- Cube.
Di seguito il programma della giornata:

Ore 9:00 – incontro nella piazza principale di Percile compilazione dell’albo partecipanti
Ore 9:30 – saluto del Sindaco / briefing delle operazioni
Ore 10:00 – arrivo al rifugio La Porcareccia (parcheggio veicoli) – partenza a piedi verso i lagustelli con camminata naturalisticaa cura dei Guardaparco e del Gruppo giovani di Percile
Ore 10:40 – arrivo ai lagustelli – distribuzione materiali / inizio operazioni pulizia
Ore 12:00 – fine operazioni pulizia
Ore 12:15 - fine raccolta differenziata rifiuti – inizio escursione con il CAI
Ore 13:00 – fine camminata e raggiungimento del rifugio La Porcareccia
Ore 13:30 – pranzo

Come arrivare:
Autostrada A24 – uscita Vicovaro Mandela – indicazioni per Licenza – Proseguire per Percile
Conferma obbligatoria: Marevivo Div. Sub – divisionesub@marevivo.it

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