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A Bologna la scuola Carducci al lavoro su riciclo e sul valore di ciò che c'è ma non si vede

Ci si può prendere cura del mare anche vivendo in una città dove il mare non c'è e le scuole primarie di Bologna  lo hanno ben capito.

Durante l’anno scolastico 2014-2015 Giuseppina Marcheselli e Fabio Di Santo della delegazione bolognese di Marevivo hanno pianificato e realizzato tre differenti laboratori, introdotti da un breve seminario, volti alla sensibilizzazione degli alunni della scuola primaria “Giosuè Carducci” di Bologna su tematiche ambientali e sul valore della cura dell'ambiente.

In particolare, alle classi che avevano già aderito alle attività negli anni precedenti sono stati offerti due nuovi laboratori, mentre alle classi dei più piccoli o comunque che non hanno partecipato al laboratorio dello scorso anno è stato riproposto il laboratorio sul riciclo della carta in classe, accompagnato da un seminario sul riciclo dei rifiuti in generale.

Il primo dei nuovi laboratori, invece, ha avuto come tema il compostaggio dei rifiuti organici, comprensivo della dimostrazione pratica di come ottenere il proprio compost in casa a partire da oggetti quotidiani e riciclati, mentre l'altro, più filosofico, è stato un percorso sulla "cura di ciò che c'è ma non si vede", consistente in una riflessione collettiva sul significato del prendersi cura del mare anche se si vive in una città dove il mare non c'è e, per estensione del concetto, sul senso del dare valore alle cose, anche quando si tratta di cose non quotidiane, non sempre disponibili o addirittura intangibili.

I due laboratori sui rifiuti sono stati portati a termine con grande soddisfazione delle maestre e con feedback grandemente positivo da parte dei ragazzi.

In tutto, sono state coinvolte otto classi, di cui sei hanno partecipato al concorso di disegno finale sul tema dei rifiuti. Per il laboratorio filosofico, più sperimentale, sono state selezionate due classi pioniere, una quarta e una quinta, per verificarne l'interesse e l'efficacia. Anche questo laboratorio ha avuto un grandissimo successo, ancora maggiore di quanto inizialmente ipotizzabile, data la complessità del tema e la giovane età degli studenti coinvolti. In definitiva, l'anno è stato chiuso con soddisfazione da entrambe le parti.

Lodovico Taddia