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Autostrade del mare? Sostenibilità prima di tutto

10ª CAMPAGNA INTERNAZIONALE MAREVIVO
“Autostrade del Mare: coesione tra i popoli, ambiente, sviluppo e sostenibilità”
Workshop Portoroz (Slovenia) 6-7novembre 2005
Con il contributo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio


“Finalmente un documento che delinea i principi e fornisce le raccomandazioni necessarie e indispensabili per la tutela dell’ambiente marino in previsione dell’aumento del traffico marittimo nel Mediterraneo determinato dalla realizzazione delle Autostrade del Mare”. Così il presidente di Marevivo, Rosalba Giugni esprime la propria soddisfazione per il risultato raggiunto durante i lavori del workshop conclusivo della campagna biennale dell’Associazione sulle Autostrade del Mare.
Inserito tra gli eventi collaterali dalla 14ª Conferenza delle Parti contraenti la Convenzione di Barcellona il workshop, realizzato da Marevivo con il contributo delMinistero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, ha elaborato un documento finale sulla sostenibilità del progetto “Autostrade del Mare” che è stato ufficialmente consegnato al Segretariato del MAP (Mediterranean Action Plan) in seduta plenariaper le valutazioni dei Paesi aderenti alla Convenzione di Barcellona.
Un risultato importante per una Campagna che ha messo a confronto ambientalisti, istituzioni e mondo imprenditoriale attraverso tavoli di lavoro e incontri-dibattito organizzati nei principali porti del Mediterraneo. L’auspicio di Marevivo, emerso dal convegno, è che l’avvio di un serio programma di Autostrade del Mare affronti il problema dell’inquinamento da fumi navali, arrivando il più velocemente possibile ad uniformare i carburanti navali a tassi di zolfo standardizzati non superiori all’1,5%, per poi arrivare alla “rivoluzione”, già ipotizzata dalla UE di divieto assoluto di oli pesanti con zolfo al di sopra dello 0,2% nelle soste nei porti. Se a terra vengono adottate già da tempo misure di contenimento dell’inquinamento prodotto dal traffico su strada perchè a mare tutto è consentito?
E’ fondamentale incentivare la costruzione di motori navali di nuova generazione per ridurre al massimo le emissioni gassose ed acustiche che, specie nelle aree particolarmente sensibili come il Santuario dei Mammiferi Marini, possono avere impatti particolarmente gravi. Altro punto nodale per la difesa dell’ambiente marino è l’istituzione delle “Zone diProtezione Ecologica”, strumento indispensabile per il controllo del Mediterraneo e già attivo in diversi Paesi (in Italia la legge è inspiegabilmente ferma al Senato dopo l'approvazione alla Camera e Marevivo sta attualmente sollecitando il procedimento). L’Associazione, durante i lavori, ha stimolato un ampio dibattito volto a prevenire aggravi ulteriori della situazione ecologica ed ambientale, già assoggettata a forti impatti, delle coste e delle acque del bacinodel Mediterraneo. Basti pensare che nel Mare Nostrum, che costituisce lo 0.7% delle acque del globo, oggi transita il 30% del traffico marittimo mondiale che, tra l’altro, sposta il 25% degli idrocarburi del globo, percentuale destinata ad aumentare. Infatti, si prevede che i 400 milioni di tonnellate di carburante trasportate nel 2003 raddoppieranno entro i prossimi 5/10 anni e a questo datova aggiunto il grave inquinamento prodotto dagli sversamenti volontari che annualmente sono circa 150.000 tonnellate. (Dati REMPEC). Tra gli aspetti più critici va inoltre sottolineatol’impatto che le infrastrutture a terra, collegate allo sviluppo del progetto Autostrade del Mare possono avere sull’ambiente circostante e sulla qualità della vita degli abitanti le zone interessate. Hanno partecipato al workshop il coordinatore dell’UNEP-PAM (Unided Nations Environment Programme-Mediterranean Action Plain), i focal point del MAP, i rappresentanti dei Ministeri dell’Ambiente e dei Trasporti italiani e sloveni, di RAM (Rete Autostrade Mediterranee), di ICRAM (Istituto Centrale Ricerca Applicata al Mare), oltre ai componenti della Commissione permanente di Marevivo sulle Autostrade del Mare.