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“Mare Mostro: un mare di plastica?” a Ravenna la tappa finale

“Mare Mostro: un mare di plastica?” a Ravenna la tappa finale

 

Si é tenuta oggi a Ravenna la tappa finale del ciclo di incontri di informazione e sensibilizzazione sull’impatto della plastica in mare: “Mare mostro: un mare di plastica?” promosso da Marevivo, in collaborazione con le direzioni marittime delle Capitanerie di Porto ed il sostegno dei consorzi Castalia e CoNISMa. La campagna è partita circa un anno fa da Bari sulla nave Amerigo Vespucci con l’obiettivo di trovare soluzioni contro l’inquinamento marino, principalmente nel Mar Mediterraneo. In ben 15 direzioni marittime sono stati organizzate tavole rotonde indirizzate a tutti gli “stakeholder” del mare, autorità portuali, comuni, regioni, pescatori e S.I.B. Sindacato Italiano Balneari per analizzare e trovare soluzioni concrete, soprattutto a livello locale, per combattere l’emergenza della marine litter.

A portare i saluti al convegno: Pietro Ruberto, Direttore marittimo dell'Emilia Romagna, Francesco Russo, Prefetto di Ravenna; Michele de Pascale, Sindaco di Ravenna.

Sono intervenuti: Federico di Penta, Responsabile Relazioni Internazionale Marevivo; Gianandrea Baroncini, Assessore all'ambiente del Comune di Ravenna; Diego Portoghese, Responsabile del distretto Centrosettentrionale Eni S.p.A; Stefania Piarulli, Ricercatrice del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Bologna; Sauro Pari, Direttore della Fondazione Cetacei di Riccione e Armando Ruffini, Guardia Costiera di Ravenna.

«Quello di oggi - ha spiegato Federico Di Penta nel suo intervento - è il quindicesimo incontro organizzato presso le Direzioni Marittime di tutta Italia, ed è il caso di dire “dulcis in fundo”. Ravenna si conferma un contesto particolarmente interessato al contrasto della “marine litter”, il che rappresenta un segnale importante, visto che l’Emilia Romagna può fare davvero molto per la tutela dei nostri mari».

Il Direttore marittimo Pietro Ruberto  ha ritenuto: «Importante questo momento di informazione e riflessione in quanto i nostri piccoli gesti possono determinare la salvezza del futuro per i nostri figli, noi abbiamo preso in prestito il mondo loro ed abbiamo il dovere morale di lasciarlo alle generazioni future in condizioni migliori di come lo abbiamo ricevuto».

Per Stefania Piarulli: «L’inquinamento da microplastiche è una problematica complessa di cui solo negli ultimi anni si è iniziato a valutare concretamente la gravità e i potenziali rischi. Dal punto di vista scientifico la priorità assoluta è lo sviluppo di metodologie operative adeguate e standardizzate al fine di valutare l’entità e gli effetti a lungo termine del fenomeno».

La campagna “Mare Mostro” non si ferma qui ma continuerà a diffondere l’importanza di ridurre l’uso della plastica “usa e getta". In particolare, l’Associazione ha già lanciato delle iniziative per sensibilizzare i cittadini sulle microfibre, le microplastiche rilasciate in lavatrice dai tessuti sintetici, come l’acrilico e il poliestere, e sulle cannucce di plastica che si usano soltanto per al massimo 20 minuti ma impiegano 500 anni per essere smaltite.

 

 

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