Cambiamo le nostre abitudini
per difendere il mare

Durante le feste e altre ricorrenze particolari l’uso dei palloncini, fuochi d’artificio e coriandoli è molto diffuso. Ma la maggior parte delle persone ignora l’impatto negativo che questo tipo di rifiuti può avere sull’ambiente.
Ed è per questo motivo che abbiamo lanciato
la campagna Per il mare non è una festa.

Stop al volo dei Palloncini

La campagna, se da una parte vuole sensibilizzare sul problema dell’inquinamento da palloncini, dall’altra ha come obiettivo quello di promuovere l’utilizzo di nuove forme di celebrazione di occasioni speciali.

Quello che va su, ritorna indietro

Spesso in occasione di commemorazioni speciali i palloncini vengono liberati nell’aria, come fossero colombe. Dove vanno a finire tutti quei palloncini? Ritornano giù, disperdendosi nell’ambiente e trasformandosi in una minaccia letale per gli animali che finiscono intrappolati nei loro fili o ingeriscono pezzi di palloncino scambiandoli per cibo.

6 motivi

per evitare i palloncini

Cosa puoi fare

Sostieni la nostra campagna per aiutarci a sensibilizzare sul problema e a far conoscere i rischi di rilasciare i palloncini nell’aria.

Durante le feste puoi proporre ai più piccoli di giocare con le bolle di sapone, come alternativa ai palloncini.

In una ricorrenza speciale o durante una celebrazione, pianta un albero invece di rilasciare palloncini. Si tratta di un gesto poetico e gentile nei confronti del Pianeta che può avere un impatto emotivo maggiore sulle persone.

L’emendamento nella
Legge SalvaMare

Quella della plastica in mare è un’emergenza planetaria da affrontare con misure adeguate e Marevivo ha proposto l’inserimento in questo ddl di quattro emendamenti tra cui “quello che riguarda i palloncini.

Vai alla legge Salvamare

Fuochi d’artificio

Belli da vedere ma cattivi da respirare

Secondo una ricerca dell’Istituto di valutazione ambientale e ricerche acquatiche di Girona, in Spagna, pubblicata sulla rivista Journal of Hazardous Materials, gli spettacoli pirotecnici dopo solo una ventina di minuti, nell’aria si riversano polveri sottili che finiscono nei polmoni degli spettatori, tra cui lo stronzio (86 volte più della media accettabile), potassio (26), ossido di carbonio (9), piombo (7).

Un pericolo per gli animali domestici e selvatici

Gli animali, il cui udito è più sviluppato rispetto a quello dell’uomo, vivono i fuochi d’artificio come un momento di puro terrore. Spesso i botti pirotecnici scatenano in loro paura e panico e li inducono a reazioni incontrollate, come quelle di cani e gatti che fuggono perdendo l’orientamento con il rischio di smarrirsi e vagare per strada esponendosi a incidenti con gravi conseguenze anche per gli automobilisti, o gettandosi nel vuoto se lasciati sui balconi. La minaccia è concreta anche per gli animali che vivono nei pressi delle aree urbanizzate. Secondo la Lav, le improvvise detonazioni. determinano negli uccelli che riposano sui posatoi notturni, spesso in colonie molto numerose, istintive reazioni di fuga che, unite alla mancanza di visibilità, causano la morte di molti di essi, soprattutto per eventi traumatici, derivanti dallo scontro in volo con strutture urbane (case, lampioni, automobili, eccetera).

Fonte di inquinamento di aria e mare

Senza una appropriata azione di bonifica dell’area interessata, i fuochi d’artificio costituiscono anche una fonte di inquinamento da plastica. Le polveri che li compongono, infatti, sono contenute in un involucro di plastica che serve per proteggerle dall’umidità. Questi involucri vengono dispersi nell’ambiente e nel mare, e talvolta è quasi impossibile recuperarli.

Fuochi senza botti

Rinunciare ai fuochi d’artificio durante le celebrazioni è un atto di civiltà e rispetto, ma se non si vuole fare a meno dei tradizionali spettacoli pirotecnici è possibile prendere alcune precauzioni per limitarne i danni. Esistono, ad esempio, i fuochi senza botti, che a Genova vengono proposti con spettacoli piromusicali, cioè accompagnati da brani di musica sinfonica senza detonazione.

Coriandoli

Dispersi nell’ambiente, difficili da recuperare, facili da dimenticare

I coriandoli di plastica sono ancora molto utilizzati durante i festeggiamenti. Per loro natura non sono biodegradabili e, una volta lanciati, finiscono inevitabilmente dispersi nell’ambiente e, a causa della loro dimensione ridottissima, risultano anche molto difficili da recuperare, sfuggono a tombini e filtri finendo inevitabilmente in mare. Per fortuna qualcosa si muove e molti Comuni italiani hanno iniziato a vietarne l’uso a favore di un’alternativa sostenibile.

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