Si stima che ogni anno solo nel Mediterraneo circa 150mila tartarughe marine rimangono impigliate negli attrezzi da pesca

Le tartarughe di mare fanno parte della Superfamiglia di Testudines.

Sono tra i più antichi Tetrapodi (animali quadrupedi) della Terra: rettili perfettamente adattati alla vita marina, grazie alla forma allungata del corpo, ricoperto da un robusto carapace, e alla presenza di arti trasformati in pinne.

All’interno della Superfamiglia delle tartarughe marine troviamo sette specie differenti:

-Tartaruga liuto (Dermochelys coriacea);

-Tartaruga comune (Caretta caretta);

-Tartaruga verde (Chelonia mydas);

-Tartaruga embricata (Eretmochelys imbricata);

-Tartaruga di Kemp (Lepidochelys kempii);

-Tartaruga olivastra (Lepidochelys olivacea);

-Tartaruga a dorso piatto (Natator depressus).

Le loro abitudini alimentari variano in base alla specie (vi sono specie maggiormente selettive e specie onnivore).

La Caretta caretta è una specie onnivora, e si nutre di molluschi, crostacei, pesci, alghe e meduse. È la specie maggiormente presente nel Mar Mediterraneo, ed è l’unica a deporre le uova lungo i nostri litorali. I principali siti di nidificazione sono stati individuati in Sicilia, Campania, Sardegna, Puglia e Calabria.

Ruolo ecologico

Le tartarughe marine svolgono un ruolo chiave per la salute dell’ecosistema marino e costiero (spiagge): la loro diminuzione determina quindi squilibri in entrambi questi ecosistemi, con effetti dannosi anche sull’uomo.

Le Caretta caretta usano le spiagge e le dune inferiori per nidificare e deporre le uova, deponendo circa 100 uova in un solo nido e scavando da 3 a 7 nidi durante la stagione di nidificazione estiva.

La loro presenza negli oceani ha un ruolo ecologico importante: le tartarughe marine rientrano tra le specie chiave che svolgono un ruolo critico nel mantenimento della struttura di una comunità ecologica, interessando molti altri organismi in un ecosistema e contribuendo a determinare la presenza e il numero delle altre specie nelle comunità.

Le tartarughe infatti mangiano le meduse limitando le grandi “fioriture” massive di meduse che creano molti problemi non solo ai bagnanti, ma soprattutto ad altre specie marine come i pesci, nutrendosi delle loro larve.

Le tartarughe si nutrono anche di calamari, predatori dal ruolo ecologico fondamentale. L’essere umano attualmente sta depauperando le popolazioni di calamari, essendo una delle specie più richieste sul mercato ittico, causando così una diminuzione del nutrimento disponibile per le tartarughe marine.

Inoltre, essendo i carapaci delle tartarughe ricchi di molti organismi incrostanti, costituiscono un importante fonte di cibo per piccoli pesci e crostacei.

Le tartarughe sono inoltre un’attrattiva per l’ecoturismo, che quando è sostenibile e rispettoso dell’ambiente, apporta benefici alle comunità umane locali.

Minacce

L’uomo è la principale causa delle loro vulnerabilità.

La loro sopravvivenza, infatti, è minacciata dall’eccessiva presenza di macro e microplastiche nel mare, dall’aumento della temperatura superficiale delle acque oceaniche, dalla riduzione dei siti di nidificazione e dalla pesca accidentale.

Si stima che ogni anno circa 150mila tartarughe marine rimangono impigliate negli attrezzi da pesca nel solo Mar Mediterraneo, e che di queste oltre 40.000 muoiano.

Le tartarughe marine rientrano nella Lista Rossa della IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) tra le specie a rischio estinzione.

Per questa ragione sono diverse le leggi nazionali e internazionali che mirano alla loro salvaguardia.

Grazie alla Convenzione di Berna, alla convenzione di Washington e alla Direttiva Habitat, ad oggi possiamo dichiararle specie protette: sono vietati la loro uccisione ed il commercio; inoltre vige il divieto di disturbo durante i periodi di migrazione e riproduzione.

Un importante mezzo di salvaguardia delle tartarughe riguarda proprio la protezione dei nidi.

Tartaruga marina

Chelonioidea

 

Stato di conservazione: Vulnerabile

Peso:può raggiungere i 600 kg

Lunghezza: fino a 2 metri

Minacce: aumento della temperatura, pesca accidentale, traffico marittimo, inquinamento

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