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Nell’ambito della mostra fotografica “The Living Sea”, organizzata da Marevivo Onlus, Marevivo Veneto e FON – Focused on Nature e ospitata al Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue di Venezia fino al 9 ottobre, si è tenuta la conferenza dal titolo “Lo Shark Finning e il declino dei grandi squali. Una pratica di pesca crudele che mette a rischio la sopravvivenza di questi importantissimi animali”.

Gli squali sono presenti sul nostro pianeta da 400 milioni di anni e sono fondamentali per l’equilibrio del mare e degli oceani, perché all’apice della catena alimentare. A causa della pesca eccessiva e illegale, la popolazione mondiale si è ridotta del 90% e rischiamo che, a questi ritmi, a breve siano estinti.

Ogni anno vengono uccisi nel mondo circa 100 milioni di squali, mentre uno squalo può uccidere al massimo 6/8 uomini all’anno. Anche in zone altamente regolamentate come ad esempio alle Bahamas, dove questi animali sono protetti, 1 squalo su 5 o 1 squalo su 8 ha un grosso amo in bocca.

Lo shark finning è una pratica di pesca estremamente crudele: immaginiamo per un attimo di avere in bocca un grande amo da pesca, di essere strappati dalla terra e gettati in acqua, e che qualcuno ci amputi le gambe e ci distrugga i polmoni. Poi immaginiamo che ci riportino a terra, sanguinanti, senza riuscire a camminare o respirare.

Ecco, questo è quello che succede agli squali quando vengono privati, ancora vivi, delle loro pinne, ingrediente fondamentale di alcuni piatti ritenuti “prelibati” nei menu di molti Paesi, soprattutto asiatici.

Molti Paesi europei sono coinvolti nel business delle pinne di squalo, eppure il regolamento dell’Unione Europea “Fins Naturally Attached”, in vigore dal 2013, vieta senza eccezioni lo stoccaggio, il trasbordo e lo sbarco di tutte le pinne di squalo nelle acque e su tutte le navi dell’UE.

Lo stato attuale del problema

Il numero di esemplari di molte specie di squali si sta riducendo drasticamente: negli ultimi 40 anni, la popolazione è scesa del 71%, più del doppio rispetto alle altre specie nel mondo.

Per avere un’idea dell’entità del problema, dagli anni ‘50 ad oggi la popolazione di squali martello è diminuita dell’89%, quella di squali volpe dell’80%, quella di squali bianchi del 79% e quella di squali verdesca del 60%.

È facile parlare di esemplari più rari o più comuni quando si parla di squali, ma ogni volta che una specie – come ad esempio i longimanus – diventa sempre più rara, le altre specie con più esemplari diventano un bersaglio. Ad esempio, gli squali seta e la verdesca, che ora sono molto comuni, tra poco saranno anche loro vittime di pesca eccessiva e illegale.

Nei secoli scorsi si pensava al mare come a una fonte inesauribile di risorse, dalla quale si poteva attingere senza scrupoli. Invece, la pesca indiscriminata negli ultimi cinquant’anni ha portato all’estinzione di specie vulnerabili, tra cui alcune specie di squali nel mar Adriatico.

Ogni anno la FAO pubblica i dati dello sbarcato: le stime sulla pesca degli squali sono sempre imprecise, perché molta pesca è illegale, ma per solo per capire il giro d’affari dietro lo shark finning e quindi il commercio delle pinne di squalo, si parla di cifre come 300 milioni di dollari all’anno.

Nell’Atlantico, grazie all’aiuto delle navi che combattono la pesca illegale, tra cui quelle di Sea Shepherd, sono state individuate navi che producevano e vendevano olio di fegato di squalo. Una nave sola con reti a strascico riusciva a uccidere 500.000 squali, un numero che deve farci riflettere sul peso dell’industrializzazione della pesca e sul denaro fornito dai compratori che spesso non ne sono a conoscenza.

Ad esempio l’olio di fegato di squalo si trova spesso all’interno di creme o integratori alimentari. Bisogna essere dei consumatori attenti e attivi per non rendersi complici dello shark finning e dell’uccisione degli squali.

Le battaglie di Marevivo contro lo shark finning

Sin da quando è nata Marevivo, ci siamo battuti per difendere gli squali, questi animali straordinari, che sono i re del mare. Per citare solo qualche attività:

  • siamo stati membri nel 2013 della Shark Alliance, con cui ci siamo battuti per ottenere il divieto di rimozione delle pinne a bordo delle navi e nelle acque dell’UE
  • abbiamo organizzato una mostra che ha portato migliaia di persone a conoscere l’importanza degli squali insieme ad Alberto Luca Recchi, esploratore, fotografo subacqueo e scrittore che da oltre 30 anni racconta la vita degli oceani
  • abbiamo organizzato un flash mob a Roma, posizionando una riproduzione fedele di pinna di squalo bianco nella Fontana di Trevi, per lanciare un appello agli eurodeputati chiamati a Strasburgo a votare contro il finning
  • dal 2021 siamo partner internazionali dell’iniziativa dei cittadini europeiStop Finning – Stop the Trade che ha raccolto oltre 1 milione di firme per proibire il commercio delle pinne in Europa

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