Per evitare un disastro ambientale di dimensioni immani è necessario fornire indicazioni precise

Lo Stato provvederà all’invio di mascherine chirurgiche per il personale e gli studenti di tutte le scuole italiane per garantire la copertura del fabbisogno giornaliero. Lo ha specificato il Ministero dell’Istruzione nella nota prot.n.1529 del 10 settembre 2020 inviata ai dirigenti scolastici, agli Uffici Scolastici Regionali e alle OO.SS.

Nonostante i “chiarimenti”, così definiti dallo stesso Ministero nell’oggetto della nota, sono ancora numerosi gli interrogativi che rimangono senza risposta e, per questo motivo, l’associazione ambientalista Marevivo chiede alla Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Commissario Straordinario Arcuri di dare una spiegazione ai seguenti punti:

  1. Come ribadito dallo stesso Ministero dell’Istruzione, restano ferme le indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico che, nel verbale n. 104 del 31 Agosto 2020, afferma: “sarà necessario assicurare l’uso della mascherina, preferibilmente di tipo chirurgico”. Non è chiaro, dunque, se la mascherina chirurgica è obbligatoria per il personale e gli studenti delle scuole oppure è consentito l’utilizzo delle mascherine comunitarie, già ritenute idonee dall’Istituto Superiore di Sanità per la popolazione generale.
  2. Dubbi sorgono anche sulle modalità di distribuzione delle mascherine chirurgiche al personale e agli studenti, ognuno dei quali disporrà già di una mascherina personale che dovrà conservare (se riutilizzabile) o conferire nell’indifferenziato (se usa e getta), producendo all’interno della scuola un aumento di rifiuti potenzialmente infetti.
  3. Nessuna indicazione è stata data sullo smaltimento dei milioni di mascherine usa e getta che verranno inviate alle scuole. Non è chiaro se è la scuola a doversi occupare del corretto smaltimento di tali rifiuti o se il personale e gli studenti dovranno provvedere individualmente.

Dare indicazioni precise e inequivocabili sulla distribuzione, l’uso e lo smaltimento delle mascherine chirurgiche è estremamente importante, soprattutto in un momento così delicato per il nostro pianeta. Abbiamo già assistito, nei mesi precedenti, al disastro ambientale causato alle tonnellate di mascherine usa e getta che sono state disperse nell’ambiente (una stima di 10 milioni di mascherine al mese), andando ad inquinare strade, parchi, spiagge e il mare. Cosa succederà ora che, come annunciato dalle istituzioni, verranno consegnate 11 milioni di mascherine chirurgiche al giorno alle scuole, per un totale di 2,2 miliardi di mascherine all’anno?

Contestualmente al grande lavoro delle istituzioni per la tutela della salute della popolazione, è essenziale inserire tra le priorità la protezione dell’ambiente.

Per questo motivo, Marevivo ribadisce l’importanza di optare per soluzioni alternative all’”usa e getta” , promuovere l’utilizzo, dove possibile, di mascherine riutilizzabili e lavabili, ridurre gli sprechi e predisporre misure chiare ed efficaci per il corretto smaltimento dei rifiuti monouso.