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Cop24 Polonia: cosa succede alla Conferenza mondiale sul clima

Cop24 Polonia: cosa succede alla Conferenza mondiale sul clima

Dal 3 al 14 dicembre si svolge a Katowice, in Polonia, la Cop24 la conferenza sul clima che deve definire le regole di attuazione dell’Accordo di Parigi del 2015. I Paesi firmatari della Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) si sono riuniti con lo scopo di trovare una soluzione al cambiamento climatico e definire un “Rule Book”, un libro guida per attuare tutti i principi dell’Accordo che entrerà in vigore nel 2020.

Alla Conferenza partecipano 30 mila delegati da tutto il mondo che stanno cercando di stabilire quali azioni intraprendere per contenere la temperatura media globale entro i 2 gradi fino alla fine del secolo. Un obiettivo ambizioso ma necessario per salvaguardare la salute del Pianeta e dei suoi abitanti.

Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha recentemente esortato i Paesi a trovare dei compromessi, di fronte al timore che l’incontro si concluda senza risultati. «È ora di raggiungere dei compromessi politici – ha detto –. Questo significa sacrifici individuali, ma che porteranno benefici a livello collettivo».

L’Italia, da parte sua, «è già in linea con i suoi obiettivi per il clima al 2020», secondo quanto ha affermato il ministro dell’ambiente Sergio Costa, che ha aggiunto: «lavoriamo ad un Piano Clima ed Energia per definire le azioni necessarie per ambiziosi obiettivi di riduzione delle emissioni e di incremento delle energie rinnovabili, che ci permetteranno di perseguire nel nostro percorso di decarbonizzazione. Intendiamo arrivare alla piena eliminazione dell’uso del carbone entro il 2025».

Il 12 dicembre il premio Nobel Al Gore ha tenuto una conferenza sugli impatti dei cambiamenti climatici, riportando quali sono gli esempi virtuosi di utilizzo delle energie rinnovabili da riproporre. Il processo di decarbonizzazione, ha affermato, non deve arrestarsi. Una posizione che non è stata condivisa dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il quale ha deciso di ostacolare l’adozione dell’ultimo rapporto di Valutazione sui Cambiamenti Climatici (IPCC).

Gli USA non sono gli unici a contestare il parere degli scienziati dell’ONU sugli effetti disastrosi dei cambiamenti climatici: anche Russia, Arabia Saudita e Kuwait, tre Paesi petroliferi, hanno ostacolato il rapporto dell’IPCC.

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