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Dal Parlamento inglese l'allarme sui danni ambientali della fast fashion

Dal Parlamento inglese l'allarme sui danni ambientali della fast fashion

Il Parlamento inglese ha indagato sull’impatto della fast fashion sull’ambiente e i risultati non sono stati positivi. Secondo la Presidente della Commissione Ambiente Mary Creagh, infatti, l’industria della moda è una delle maggiori cause delle emissioni di gas serra che stanno surriscaldando il Pianeta. Ma i danni non riguardano soltanto il riscaldamento globale: lo stesso consumo di capi di abbigliamento rappresenta un pericolo per l’ambiente. La Commissione in particolare ha evidenziato due problemi:

  • Le persone comprano il doppio dei capi di abbigliamento rispetto a dieci anni fa
  • Le microfibre sintetiche dei capi che vengono disperse nel mare ad ogni lavaggio sono ingerite dai pesci

Secondo Creagh, è necessario intervenire subito con azioni mirate alla riduzione della produzione e del consumo di capi di abbigliamento, perché se dovessero continuare con questi ritmi “rappresenterebbero più di un quarto del nostro impatto complessivo sul cambiamento globale entro il 2050”.

Nel suo report inviato al governo inglese la Commissione ha anche proposto una serie di soluzioni da poter adottare. Tra queste, incentivare un utilizzo più prolungato dei vestiti, esortare le industrie a inquinare di meno e vietare di gettare indumenti nelle discariche.

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