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I CORMORANI CHE NON DANNEGGIANO L’ECONOMIA ITTICA

Accusati dai pescatori di far strage di pesci, nei fiumi ma soprattutto nelle valli da pesca, ora i cormorani sono stati oggetto di uno studio commissionato dalla Provincia di Grosseto: il quadro che emerge è che i cormorani censiti sia nei loro dormitori notturni che nella laguna di Orbetello si alimentano soprattutto con pesci sottotaglia, dunque il loro impatto dal punto di vista economico risulterebbe meno grave che se si alimentassero con pesci di taglia adulta, già pronti per la pesca e la commercializzazione. Pesci preferiti risultano essere cefali, spigole, gobidi e sparidi. Secondo lo studio si può ipotizzare in provincia di Grosseto una media di consumo giornaliero di circa 420 grammi di pesce per ogni cormorano. In Italia secondo gli ultimi censimenti riportati dallo studio, sarebbero circa 60.000 i cormorani svernanti, con un tasso medio di incremento di circa il 5%, parallelamente all’aumento delle coppie nidificanti nel Mar Baltico e Mare del Nord. In Italia il cormorano è considerato specie migratrice regolare, svernante e nidificante ed è un predatore estremamente specializzato che si alimenta quasi esclusivamente di pesci, spesso appartenenti alle specie di interesse commerciale, con possibili impatti negativi sulle imprese del settore. Nel caso tali impatti vengano rilevati, è necessario delineare una strategia complessiva di intervento che sia in grado di ridurre efficacemente gli effetti negativi della predazione, tenuto conto delle esigenze di conservazione della natura e delle specie appartenenti alla fauna selvatica.

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