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"MARE MOSTRO": UN MARE DI PLASTICA?

La Campagna

Pesca illegale ed eccessiva, petrolio, veleni di ogni tipo riversati ogni giorno nel mare, ma non finisce qui, c’è un mostro apparentemente inarrestabile e indistruttibile che si insinua, addirittura, nella catena alimentare dell’uomo: la plastica. Per affrontarlo, Marevivo ha lanciato, lo scorso maggio a Venezia, a bordo della nave scuola Amerigo Vespucci, la campagna di informazione, sensibilizzazione e conoscenza “Mare Mostro”, realizzata in collaborazione con la Marina Italiana e il CoNISMa.

La campagna si snoda tra seminari, incontri con studenti, dibattiti con gli amministratori e politici, azioni di bonifica alle foci dei fiumi e anche la proposta di una legge ad hoc. A supportare la campagna una mostra divulgativa, che si potrà visitare a bordo del veliero, nata sulla scorta di uno studio della Blue Factory di Marevivo, composta da giovani ricercatori, coordinati dal professore dell’Università “La Sapienza” Giandomenico Ardizzone. L’immagine del “Mare mostro” è stata ideata dall’agenzia Roncaglia e Wijkander.

Ogni anno nel mondo vengono prodotte 280 milioni di tonnellate di plastica e si stima che nel 2050 diventeranno 400. Su questo scenario, si innesta uno studio della Fondazione “Ellen MacArthur”, che prevede che per quell'anno ci saranno più plastiche che pesci in mare. Secondo alcune ricerche, oltre il 10% di plastica prodotta viene gettato in mare, andando ad alimentare il “Mostro”.

Dallo sminuzzamento delle plastiche più piccole di un’unghia e confuse per plancton dai pesci ai grandi vortici oceanici di rifiuti, che formano “isole” più grandi dell'intero Mediterraneo: sono tra i temi che verranno affrontati da esperti e ricercatori, durante il viaggio della nave.

Poi vanno prese in considerazione le ripercussioni sulla salute umana: le microplastiche, partendo dal plancton, entrano nella catena alimentare e finiscono all'uomo ultimo consumatore; quanto ne potrà sopportare il nostro corpo?

Inoltre per modellare la plastica vengono usati additivi chimici, come gli ftalati: “se li conosci li eviti”, recita uno slogan all'interno della mostra, in quanto si tratta di sostanze tra le più tossiche che agiscono sul sistema endocrino e sul metabolismo.

Non ci è consentito di restare in panchina a guardare cosa sta capitando al nostro mare”, spiega Rosalba Giugni, presidente e fondatrice di Marevivo, “non dimentichiamo che il mare rappresenta il 71% del Pianeta, produce più dell’80% dell’ossigeno che respiriamo e assorbe un terzo dell’anidride carbonica, quando è in buona salute. Questa benefica funzione viene esercitata non esclusivamente per le sue acque salate, ma perché il mare è un ‘organismo vitale’, composto da vegetali e animali in un equilibrio dinamico raggiunto in milioni di anni”.

A causa delle plastiche è a rischio anche il Mediterraneo, mare semichiuso, che impiega 80 anni per il ricambio delle sue acque, solo superficiali. Nel suo bacino sfociano importanti fiumi, che nel loro percorso raccolgono e trasportano un’enorme quantità di rifiuti plastici. Si stima che siano almeno 250 miliardi i frammenti di plastica sparsi per tutto il Mare Nostrum, con una concentrazione media di 0,116 frammenti /m2 di superficie fino ad un massimo di oltre 0,36 frammenti/m2.

L'Associazione intende portare avanti senza sosta, per i prossimi anni, la lotta contro questo Mostro e la posta in gioco è troppo alta: ne va della salute del Pianeta e quindi dell'uomo con i suoi compagni di viaggio, delfini, tartarughe, balene, gamberetti, tutte le creature del mare. La folle corsa dell’essere umano ad oltrepassare ogni limite e a soddisfare ogni bisogno sta distruggendo la fonte primaria di vita: il Mare.

Ufficio Stampa Marevivo 063202949

 

Video case, realizzato da Roncaglia & Wijkander, che racconta i primi mesi di "Mare Mostro" 

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