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MAREVIVO, OCEANA E GUARDIA COSTIERA INSIEME ...

MAREVIVO, OCEANA E GUARDIA COSTIERA INSIEME PER COMBATTERE LE SPADARE

Nella Giornata Mondiale degli Oceani, le tre organizzazioni si uniscono contro l'uso illegale delle reti derivanti, il cui uso è stato vietato dall'Unione Europea sin dal 2002.
L’uso illegale delle reti derivanti meglio conosciute come spadare, il cui uso è stato vietato dall’Unione Europea sin dal 2002, è ormai un fenomeno dilagante. Solo nelle prime settimane dell’avvio della stagione di pesca al pescespada, la Guardia Costiera ha sequestrato oltre 180 km di spadare, che si vanno ad aggiungere agli 800 km sequestrati nel 2005.
Per potenziare lo sforzo repressivo della Guardia Costiera, le organizzazioni ambientaliste Marevivo e Oceana  hanno offerto agli organismi di controllo la propria rete di esperti ed attivisti a livello territoriale e le segnalazioni effettuate dall’imbarcazione di Oceana che sta pattugliando le acque italiane al fine di documentare queste pratiche illegali.
Già lo scorso anno Oceana aveva condotto una campagna di avvistamenti nel Tirreno centrale che aveva messo in luce un preoccupante ritorno delle spadare nei mari italiani. In quella occasione furono documentate 37 imbarcarzioni con a bordo le reti  illegali, di cui ben 18 risultavano fra quelle che avevano percepito i contributi dello Stato e dell’UE per la riconversione delle spadare. I dati raccolti sono stati trasmessi alla Commissione, al Parlamento e all’ufficio frodi dell’Unione Europea a cui è stata  denunciata l’inadeguatezza della normativa italiana e l’assenza di sanzioni efficaci in grado di risolvere in maniera definitiva il fenomeno.
Marevivo, da oltre 15 anni, ha promosso campagne di sensibilizzazione in tutto il bacino del Mediterraneo per far conoscere all’opinione pubblica, la tragedia legata all’uso delle famigerate reti.
Le spadare sono autentiche barriere lunghe diversi chilometri, le cui possono raggiungere 20 km, e che provocano il cosiddetto “effetto muro” catturando tutto ciò che vi finisce dentro, oltre alle specie bersaglio come pescespada e tonno anche delfini, capodoglio, balenottere, tartarughe e squali. Tra il 1971 ed il 2003 oltre 230 capodogli sono rimasti vittime  delle spadare.

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