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Perché i cetacei dall'oceano arrivano nel Mediterraneo?

Perché i cetacei dall'oceano arrivano nel Mediterraneo?

 

La coda di un grande cetaceo si infrangeva sulle acque del golfo di Napoli la scorsa mattina. Il colore, bianco, non lascia dubbi: si tratta di una megattera, avvistata nel corso di una regata al largo di Posillipo.

Vederla nuotare nei nostri mari è un evento eccezionale: la megattera non è una specie mediterranea, eppure è stata avvistata più volte tra il mar Tirreno e quello Adriatico. Nell’arco di pochi anni, questo è il secondo avvistamento.

Il fotografo e reporter Giuseppe Farace, membro direttivo della Delegazione Campania di Marevivo, spiega il perché di questo fenomeno apparentemente sempre più frequente: «In alcune zone del Mediterraneo si creano delle condizioni favorevoli per questi cetacei. In particolare, nella zona del golfo di Napoli ci sono dei canyon sottomarini, come quello che si trova tra Capri e Ischia, o ancora tra Ischia e Ventotene, che possono raggiungere anche i 1000 metri di profondità

E continua: «In queste zone le correnti marine si incanalano trascinando accumuli di nutrienti che alimentano il plancton, che a sua volta alimenta gli altri pesci e così via. Si crea dunque una catena trofica positiva per i cetacei, che si spostano dove trovano cibo».

Secondo Farace, questi eventi sono il sintomo di uno stato di salute ambientale positivo. «È una fortuna constatare che, nonostante il grande problema di inquinamento ambientale cui dobbiamo far fronte, il golfo di Napoli rimane ancora una zona ricca di vita, nella quale si creano condizioni favorevoli per lo sviluppo della biodiversità».

«Per noi di Marevivo questi avvistamenti rappresentano un segnale di speranza», dichiara la presidente dell’associazione Rosalba Giugni. «Ci mostrano che la natura è ancora in grado di favorire la vita nonostante l’azione scellerata dell’uomo. Questo dà più forza e motivazione alla nostra lotta per la salvaguardia dell’ambiente».

Giuseppe Farace ha un archivio di immagini straordinarie sugli animali che hanno transitato nel golfo di Napoli. Dal suo lavoro è nata la mostra “I giganti del golfo”, dedicata proprio ai grandi cetacei che, nel corso della sua carriera, ha visto transitare nelle acque tirreniche.

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