Dal Tevere nel centro di Roma alla Palude di Torre Flavia, un viaggio tra fiume, zone umide e spiagge per conoscere gli ecosistemi e imparare a proteggerli
Dalle sponde del Tevere alla spiaggia, passando per uno degli ambienti umidi più preziosi del litorale laziale: si conclude “Il Sentiero Blu in viaggio tra fiume, palude e mare”, il progetto di educazione ambientale che nell’anno scolastico 2026/2027 ha coinvolto circa 200 studenti delle scuole secondarie di primo grado di Roma e Ladispoli in un’esperienza di scoperta e conoscenza della biodiversità.
Promossa da Fondazione Marevivo e cofinanziata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, nell’ambito dell’Avviso Pubblico Educazione Ambientale 2026, l’iniziativa – realizzata in collaborazione con la Delegazione Regionale Marevivo Lazio guidata da Rita Paone – ha portato ragazze e ragazzi in due luoghi di grande valore naturalistico: l’Oasi naturalistica Lungotevere delle Navi, a Roma, e il Monumento Naturale Palude di Torre Flavia, tra Ladispoli e Cerveteri. Due territori diversi, uniti da un patrimonio naturale da conoscere e proteggere. L’obiettivo è avvicinare le nuove generazioni ai meno noti ecosistemi di transizione, ambienti in cui terra e acqua si incontrano e che svolgono un ruolo essenziale per gli equilibri naturali. Rive fluviali, paludi salmastre e spiagge sono habitat ricchi di vita, fondamentali per numerose specie e preziosi indicatori della salute dell’ambiente. Conoscerli direttamente significa comprendere meglio la biodiversità e riconoscere l’importanza della sua tutela.
A Roma, il percorso si è svolto presso il Centro della Biodiversità Fluviale e Urbana di Marevivo, realizzato in collaborazione con il CNR e ospitato nella sede galleggiante della Fondazione allo Scalo de Pinedo. Le attività hanno coinvolto anche il Parco d’Affaccio Oasi Lungotevere delle Navi, dove il sentiero naturale lungo il fiume ha permesso agli studenti di osservare da vicino un ecosistema ricco e sorprendente, nel cuore della città. Un’occasione per scoprire come la natura continui a vivere anche in un contesto urbano e quanto sia importante preservare questi spazi.
“Vedere i ragazzi esplorare la biodiversità nascosta tra il Tevere e la palude di Torre Flavia ci ricorda quanto sia importante rinsaldare il legame tra le nuove generazioni e gli ambienti naturali – ha dichiarato Laura Gentile, Responsabile del progetto per Marevivo. Con Il Sentiero Blu abbiamo voluto offrire a ragazze, ragazzi e docenti un’occasione concreta per uscire dalle aule e toccare con mano la ricchezza che ci circonda, spesso poco conosciuta. Crediamo che affiancare la scuola in questo percorso significhi trasformare la conoscenza in rispetto e responsabilità: insegnare ai più giovani a custodire questi luoghi è il modo migliore per renderli protagonisti consapevoli del loro futuro, partendo proprio dai luoghi in cui vivono.”
A Ladispoli il viaggio è proseguito lungo la spiaggia e nell’area del Monumento Naturale Palude di Torre Flavia, una delle ultime testimonianze del paesaggio costiero tipico della Maremma laziale e un sito di particolare importanza per l’avifauna migratoria. L’area protetta, gestita dalla Città metropolitana di Roma Capitale, si inserisce in un sistema ecologico che comprende anche i vicini ambienti marini, tutelati per il loro valore naturalistico.
L’iniziativa ha coinvolto il plesso Ghirlandaio dell’Istituto Comprensivo Caravaggio di Ladispoli e il plesso Cecco Angiolieri dell’Istituto Comprensivo Via Savinio di Roma, coinvolgendo 100 ragazzi per ciascuna scuola.
Dall’osservazione diretta alla riflessione, l’esperienza è poi proseguita in classe, dove studenti e docenti hanno rielaborato quanto scoperto sul campo, collegando le osservazioni alle conoscenze disciplinari e dando forma a elaborati realizzati dai ragazzi. In queste occasioni, ciascun gruppo ha condiviso le proprie esperienze e le proprie scoperte, contribuendo a ricomporre, tappa dopo tappa, il mosaico del Sentiero Blu. Un viaggio che ha unito territori, scuola e natura, offrendo agli studenti l’opportunità di guardare con occhi nuovi gli ambienti che li circondano. Perché proteggere la biodiversità significa prima di tutto conoscerla, comprenderne il valore e sentirsi parte della sua tutela.












