Nuotando tra gli scogli e le grotte di Capri, abbiamo assistito a un’immagine triste e preoccupante: tre palloncini rossi galleggiavano allegramente sull’acqua cristallina, all’interno di un anfratto.

Un’immagine “carina”, se non sapessimo il danno che questi oggetti arrecano agli animali del mare e a noi uomini, quando questa plastica entra nella catena alimentare, e quindi nel nostro corpo – nel momento in cui i fenomeni metereologici la riducono in microplastiche che vengono scambiate per cibo e ingerite dai pesci, o si annidano nel sale, nella pioggia e che finiscono addirittura nei tessuti della placenta delle donne, nel sangue, nel latte materno nel citoplasma delle cellule, come testimoniano le ultime ricerche scientifiche.

A gran voce abbiamo chiesto al Papa di far proibire il volo dei palloncini, una pratica nefasta e stupida che si sta sviluppando a dismisura per matrimoni, funerali e altre ricorrenze, partendo da piazza San Pietro e poi in tutte le parrocchie.

Un silenzio assordante copre questa nostra richiesta. Ci auguriamo che questa ennesima sollecitazione giunga, con i suoi tre palloncini, alla sensibilità del Santo Padre e che proprio Lui possa ascoltare il nostro grido, Lui che è la più forte presenza nel mondo che, con la sua enciclica “Laudato sì” e con le sue omelie sollecita per primo il rispetto per la Natura.