Ieri, alla presenza di Daniele Leodori, Vicepresidente della Regione Lazio, Cristiana Avenali, Responsabile dei contratti di fiume, Maurizio Gubbiotti Presidente di RomaNatura, Giorgio Quagliuolo, Presidente del Corepla, Paolo Baldoni, CEO Garbage Group e Fabio Dalmonte, Co-founder della start-up Seads, è stata inaugurata la nuova barriera acchiappa-rifiuti sul fiume Aniene.

La barriera, che rappresenta un intervento di raccolta di materiale galleggiante sul fiume, ha lo scopo di intercettare i rifiuti prima che arrivino in mare. Circa l’80% della plastica che inquina i nostri mari, infatti, proviene dai fiumi. Una volta in mare, il suo processo di deterioramento la trasforma in milioni di invisibili microplastiche che vengono confuse per cibo dagli animali marini, con conseguenze spesso fatali. Una volta ingerite da loro entrano, di conseguenza, a far parte della catena alimentare.

Ad oggi oltre 300 milioni di tonnellate di plastica vengono prodotte ogni anno nel mondo e, di queste, una quantità pari a circa 8 milioni di tonnellate finisce in mare. Per questo, intervenire sulla qualità delle acque dell’Aniene significa soprattutto intervenire sulla qualità delle acque che arrivano in mare.

Ridurre l’inquinamento marino derivante dai fiumi è una delle priorità presenti anche all’interno della Legge Salvamare, approvata in via definitiva lo scorso 11 maggio. Per farlo, le Autorità di bacino distrettuali dovranno introdurre, nei propri atti di pianificazione, misure sperimentali nei corsi d’acqua dirette alla cattura dei rifiuti galleggianti. È previsto l’avviamento di un programma sperimentale triennale di recupero delle plastiche nei fiumi maggiormente interessati da questa forma di inquinamento, anche attraverso l’utilizzo di strumenti galleggianti per la cui attuazione è stata prevista la spesa di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022, 2023 e 2024, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali».

Partner del progetto delle barriere sul Fiume Aniene sono l’Ente Parco Regionale RomaNatura, che garantisce la sostenibilità del cantiere all’interno della riserva e provvederà alla sensibilizzazione e al coinvolgimento di scuole, cittadini e associazioni, a sostegno del percorso del contratto di fiume, e COREPLA, il Consorzio Nazionale per la raccolta il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica, che si occuperà del ritiro dei rifiuti raccolti, di selezionare il materiale plastico, valutare gli imballaggi riciclabili e avviarli alla produzione di oggetti in plastica riciclata.

I lavori sono stati eseguiti dalla Garbage Group con Start Up Seads, aggiudicatrice della gara d’appalto indetta dalla Regione Lazio.

Come funziona il sistema di barriere

Le Blue Barriers sono state progettate per massimizzare la raccolta dei rifiuti fluviali e intercettare sia i rifiuti e detriti superficiali sia quelli che vengono trasportati sotto il pelo dell’acqua. Ogni modulo, che è lungo 1 metro, è in grado di arrivare a 90 centimetri di profondità. Sistemati uno di fianco all’altro questi moduli creano una barriera rigida di contenimento particolarmente versatile e funzionale, in grado di aprirsi automaticamente in modo rapido e semplice, ad esempio in casi di piena eccezionale o di emergenza che richiedono l’eliminazione di qualsiasi ostruzione al flusso dell’acqua.

Le barriere sono ancorate tramite pali alla sponda del fiume e permettono di fermare le plastiche e altri rifiuti galleggianti, convogliandoli in un’area di stoccaggio a ridosso della sponda del fiume. I rifiuti, accumulati tra la barriera e la sponda, sono raccolti tramite un mezzo da terra e trasferiti al deposito temporaneo. Vengono quindi immagazzinai in contenitori idonei e trasportati in un impianto per la selezione per valutare riciclabilità dei rifiuti di imballaggi di plastica.

I risultati della prima fase del progetto

La struttura d’ora in poi torna ad essere operativa per ulteriori 12 mesi sull’Aniene. La prima fase del progetto, iniziato nel 2019, si è conclusa con risultati più che positivi: nei due siti in cui sono state installate le strutture – una sul Tevere, nel comune di Fiumicino, e una sull’Aniene, nel comune di Roma – sono state raccolte 9 tonnellate di rifiuti, così costituiti:

  • 75% costituito da varie tipologie di materiali, la cosiddetta “frazione estranea”, che comprende tutto ciò che non è imballaggio in plastica. Il 15 % di questo campione è costituito da oggetti vari in plastica, il 27 % da materiale organico, il 7% da oggetti di varia natura e il restante 26 % da stracci, corde, oggetti in vetro, alluminio e acciaio.
  • 25 % costituito da imballaggi in plastica, nel dettaglio: il 14% da bottiglie in PET, quasi il 2% da contenitori in polistirolo, poco più del 3 % da flaconi, poco più del 5 % da film e il restante da altri contenitori in plastica.

A questi si aggiungono 1,5 tonnellate di taniche di ferro, pneumatici, frigoriferi, bombole GPL, scaldabagni, caschi, materassi, tavoli da ping pong, lavatrici.