
Uccello di grandi dimensioni dal colore grigiastro, di abitudini diurne e crepuscolari. L’apertura alare può raggiungere il metro di lunghezza. Gli adulti hanno piume nere sul collo e un ciuffo scuro sulla nuca, nei giovani prevale un piumaggio più uniforme. Il lungo collo si ripiega durante il volo nella caratteristica forma ad S. Caccia all’agguato, muovendosi lentamente in acque poco profonde. Infliza le prede, pesci, anfibi, rettili e piccoli mammiferi, con il becco giallo, robustissimo e affilato. Nidifica in colonie sugli alberi.

Passeriforme di piccole-medie dimensioni dal piumaggio brunastro nella parte superiore e bianco sporco-fulvo nella parte inferiore. Il becco è allungato e le zampe sono di colore marrone. Uccellino piuttosto elusivo, passa la maggior parte del tempo nella vegetazione palustre, ma si sente spesso cantare in posizione elevata, ad esempio dalla cima di una canna di palude.

Pianta palustre molto vigorosa che forma ampie coperture nelle zone emerse, dove spesso è la specie dominante. Dai rizomi nascono canne alte fino a 2 m, con foglie strette grigio-verdi e infiorescenze a pennacchio con spighette marroni. Molti uccelli e piccoli animali nidificano o trovano riparo e protezione tra i fitti canneti delle rive. Pianta molto vigorosa e comune, resiste su terreni degradati ed è diffusa anche in ambienti non strettamente legati all’acqua.

Uccello di medie dimensioni dal piumaggio scuro, con sottocoda e fianchi ornati da ciuffi bianchi. Il becco è rosso con punta gialla e le zampe giallo-verdastre terminano con piedi dalle dita molto lunghe che l’aiutano a passeggiare sulle larghe foglie galleggianti e sulla vegetazione semisommersa. Specie territoriale, si riconosce dal verso vibrante ed esplosivo anche quando è nascosta nella vegetazione, dove nidifica tra fine inverno e inizio primavera.

Airone di medie dimensioni dal piumaggio bianco, becco e zampe nere e grandi piedi gialli. In abito estivo sviluppa caratteristiche “egrette”, penne bianche allungate sulla parte posteriore del capo, un tempo utilizzate come ornamento per cappelli e abiti. Caccia pesci e rane utilizzando la tecnica del “foot movement”: muove i piedi per stanare le prede e poi afferrarle col becco con grande agilità. Costruisce il nido sulla vegetazione acquatica o sugli alberi e vi depone 3-5 uova. Ciascun partner si occupa della nidificazione, dell’incubazione e dell’allevamento dei piccoli.

È la più grande libellula europea, lunga fino a 8 cm. I maschi hanno torace verde e addome blu con banda nera, le femmine sono verdi. Specie predatrice, vola da maggio a ottobre e caccia insetti, larve, girini e piccoli pesci. La femmina depone le uova in acqua; la larva compie varie mute e, nella fase finale, sale sulla vegetazione lasciando l’esuvia. I maschi adulti cacciano in volo per ore senza mai posarsi alla ricerca di mosche, farfalle e piccoli coleotteri. Le larve vivono tra la vegetazione acquatica, predatrici anch’esse di insetti, piccoli pesci e girini.

Con quasi 8 cm di apertura alare, il macaone è una delle più grandi farfalle europee, visibile da primavera ad autunno. La femmina depone le uova su piante di finocchio selvatico e carota. Il bruco, inizialmente bianco e nero e simile a un escremento di uccello, adotta un mimetismo repellente; crescendo diventa poi verde e si trasforma in crisalide verde o bruna, per nascondersi nella vegetazione. Dalla crisalide uscirà una meravigliosa farfalla gialla e nera, una delle più belle d’Europa.

È l’uccello più colorato di che frequenta le sponde del fiume: ha il dorso e la fronte di verde-azzurro cangiante, mentre le parti inferiori sono arancioni. Il suo richiamo è un sottile fischio stridulo. È più facile avvistarlo durante i mesi invernali, quando si insedia una popolazione di circa 20 individui. Per nidificare scava piccole gallerie orizzontali lungo gli argini sabbiosi dei fiume. Predatore implacabile, infilza i pesci con il robusto becco piombando su di essi dopo averli individuati dall’alto.

Piccola pianta acquatica con fusti natanti e foglie rotonde a forma di cuore che crescono in rosette sulla superficie dell'acqua. Con l’arrivo dell’estate spuntano dall’acqua piccoli fiori bianchi a tre petali. Con l’arrivo del freddo, la pianta si intorpidisce per proteggersi dal freddo e forma gemme che cadono sul fondale. In primavera torna a muoversi nel flusso delle acque correnti.

Piccolo airone dal corpo tozzo e dalle zampe corte. Il dorso è nero, mentre ali e coda sono grigie, in contrasto con le parti inferiori chiare. Presenta una lunga cresta bianca, un becco nero e zampe gialle. Gli occhi, rossi negli adulti, sono invece giallo-arancioni nei giovani. La dieta comprende pesci, anfibi, vermi, insetti, rettili e piccoli mammiferi. Caccia spesso nell’oscurità, uno stratagemma per evitare, forse, la competizione con altre specie. Migratrice, ogni anno raggiunge i quartieri di svernamento in Africa o – più raramente – nelle principali zone umide della nostra Penisola.

Tipico albero ripariale, caratteristico di terreni umidi e aree prossime all’acqua, con tronco slanciato che raggiunge i 20 metri e corteccia nera fessurata. Legno e radici sono giallo-arancio o rosso-arancio. Le foglie hanno margine dentato. Fiorisce tra febbraio e aprile con i fiori maschili e femminili sulla stessa pianta (monoica) riuniti in tipiche infiorescenze ad amento. Il frutto è un piccolo achenio alato. I boschi di ontano, tipici di zone umide, paludose o inondate, si chiamano alneti.

Pappagallo di origine sudamericana, introdotto a causa della sua importazione come animale da compagnia, si è diffuso seguito di fughe o rilasci accidentali o volontari, dell’estrema adattabilità e della mancanza di predatori naturali. Uccello dal piumaggio verde brillante con fronte e petto grigio, nidifica stabilmente formando grandi colonie e costruendo nidi comunitari “condominiali”. Si adatta bene agli ambienti urbani e vola in gruppi numerosi e chiassosi.

Pesce originario dei fiumi dell’Europa nordorientale, può superare 2 metri di lunghezza e 80 kg di peso. Ha testa appiattita, piccoli occhi, ampia bocca con tre paia di barbigli. Privo di scaglie, è ricoperto di muco. La livrea è bruno-nerastra o giallastra. Grande e vorace, si nutre di altri pesci e di uccelli acquatici. Introdotto per favorirne la pesca, ha causato però gravi danni alle specie locali. In Europa gli effetti negativi della sua introduzione consistono nella trasmissione di malattie e parassiti alle specie autoctone; nella predazione diretta e nell'alterazione delle reti trofiche.

Albero alto fino a 30 m, molto resistente e longevo, con fusto eretto e chioma ampia e arrotondata. La corteccia è bianca o grigio chiaro-verdastra e liscia da giovane, mentre con l’età diventa nerastra e scabra alla base del tronco. Le foglie hanno pagina superiore verde scuro e lucida e inferiore bianco-argentata, ricoperta da fitta peluria. Il Pioppo bianco è una pianta dioica: i fiori maschili e femminili sono su piante diverse che fioriscono in febbraio-marzo.

Pianta acquatica erbacea con fusto cavo di colore verde chiaro, può raggiungere 1 metro di altezza. Le foglie, dai margini seghettati, si dispongono ai lati del fusto. Il nome deriva dal greco “helos skiadion”, ombrello di palude, per le infiorescenze bianche a ombrello che sbocciano in primavera. Fiorisce pero’ solo in prossimità delle acque calme e pulite delle sorgenti, ma anche nei fossi e nei torrenti, sulle rive dei laghi, nei pressi di fontanili di campagna.

Albero che può raggiungere i 25 m, dalla chioma aperta e argentata grazie alle foglie lanceolate con peluria sulla pagina inferiore. I rami sono sottili e flessibili, ma molto resistenti. Dalle sue foglie in passato è stato ricavato per la prima volta l’acido salicilico e successivamente l’aspirina, oggi prodotti sinteticamente.

La testuggine palustre americana, specie invasiva di taglia media spesso liberata dopo essere stata tenuta come animale da compagnia, si riconosce dalle macchie rosse o gialle ai lati del capo e dalle striature gialle sul collo. Originaria del Nord America, è ora diffusa ovunque. I maschi hanno coda più lunga e, nel corteggiamento, vibrano le zampe davanti al muso delle femmine.

Pianta tipica di paludi e ambienti acquitrinosi, può raggiungere i 3 m. Ha due spighe sovrapposte: quella femminile, inferiore e marrone scuro, lunga e compatta; quella maschile, superiore, più piccola e leggera, che si disperde in autunno. Pianta versatile, veniva usata per cesti, stuoie, farina dai rizomi, imbottiture e le infiorescenze contro le zanzare.
Photo Credits: Marcello Di Francesco, Alessandro Pagano, Marco Massetti, Valentina Fontanella. Alcune immagini sono di Freepik
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