Parte da Ustica, in Sicilia, il progetto di Marevivo per fare delle AMP centri di ricerca, protezione e divulgazione ambientale
In occasione del 40° anniversario dell’istituzione dell’Area Marina Protetta di Ustica, il 18 giugno scorso, a bordo della nave scuola Palinuro della Marina Militare, è stata presentata la richiesta di un accordo tra Ministeri, Enti competenti, la Regione Sicilia e Fondazione Marevivo ETS. per valorizzare il ruolo delle Aree Marine Protette non solo nella conservazione della biodiversità, ma anche nella ricerca e diffusione della cultura scientifica, nella formazione dei giovani e nello sviluppo sostenibile dei territori costieri.
L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che il mare rappresenta un laboratorio naturale straordinario in cui ricerca, educazione e tutela ambientale possono integrarsi in un percorso comune capace di generare benefici diffusi. Il progetto si fonda infatti su un modello win-win, nel quale tutti i soggetti coinvolti beneficiano della collaborazione tra scuola, ricerca scientifica, Aree Marine Protette e sistema economico locale.
Questo primo progetto, avviato in Sicilia, una regione che ospita ben sette Aree Marine Protette, nasce con l’obiettivo di diventare un modello replicabile su tutto il territorio nazionale. Esso dà concreta attuazione ai principi della Legge Salvamare, fortemente sostenuta da Marevivo, che promuove l’educazione ambientale e la conoscenza del mare nelle scuole di ogni ordine e grado.
L’iniziativa è inoltre pienamente coerente con l’articolo 9 della Costituzione italiana, che afferma: «La Repubblica tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni». Educare i giovani alla conoscenza e alla tutela del mare significa infatti dare concreta applicazione a questo principio costituzionale, formando cittadini più consapevoli e responsabili.
Gli studenti hanno l’opportunità di vivere esperienze formative immersive, entrando in contatto diretto con il mondo della ricerca e acuisendo competenze scientifiche, ambientali e civiche attraverso attività sul campo.
Primi firmatari della richiesta rivolta alle Istituzioni nazionali e alla Regione Siciliana sono stati i padroni di casa: il Sindaco di Ustica e Presidente dell’Area Marina Protetta Isola di Ustica, Salvatore Militello, e il Direttore dell’AMP, Davide Bruno. Hanno quindi aderito i rappresentanti delle Aree Marine Protette siciliane presenti a bordo della nave scuola della Marina Militare Palinuro, l’Assessora regionale al Territorio e Ambiente, Giusi Savarino, e il Direttore di Marevivo, Carmen Di Penta.
“Sono passati quarant’anni da quando, per istituire l’Area Marina Protetta di Ustica, fu necessaria la firma congiunta di due ministri: Mario Pavan, Ministro dell’Ambiente, e Giovanni Degan, Ministro della Marina Mercantile. Marevivo riuscì a portarli entrambi sull’isola e anche allora la celebrazione si svolse a bordo della nave scuola Palinuro, alla fonda davanti a Ustica.
Da allora è passata molta acqua sotto i ponti e le Aree Marine Protette italiane sono diventate 32. Proprio per questo abbiamo voluto lanciare da Ustica un progetto innovativo che, partendo dal territorio e dalle Aree Marine Protette, possa essere ancora più forte e autorevole agli occhi di chi sarà chiamato a trasformare questa proposta in realtà. È un progetto nel quale vincono tutti: le giovani generazioni, le Aree Marine Protette, la ricerca e il futuro”, ha dichiarato Rosalba Giugni, Presidente di Marevivo.
“In questi 40 anni Marevivo ha consolidato la propria presenza a Ustica attraverso progetti di tutela ambientale, ricerca scientifica e educazione, realizzati con l’Area Marina Protetta dell’isola. Per i più piccoli delle scuole trasformandoli in ‘Delfini Guardiani’ attraverso corsi, attività e laboratori sul territorio, dandogli la responsabilità di poter portare le loro segnalazioni al Comune e alla Capitaneria di Porto senza essere accompagnati dagli adulti. A questo si è affiancato ‘MedCoral Guardians’, un progetto innovativo per la tutela e il ripristino delle colonie di Cladocora caespitosa, che ha previsto censimento, monitoraggio scientifico, interventi di restauro ecologico, coinvolgimento dei diving center e attività di citizen science. Sono state posizionate anche alcune boe di ormeggio per tutelare l’habitat sottostante e la vita delle specie bentoniche che popolano le acque incontaminate di Ustica. Negli ultimi quattro anni, inoltre, Marevivo ha promosso un ampio piano di educazione ambientale rivolto ai turisti, attraverso incontri informativi, materiali divulgativi, attività sul territorio e campagne di comunicazione dedicate alla tutela della biodiversità marina e alla corretta fruizione del mare. Ustica continua a rappresentare un modello di eccellenza per la conservazione del Mediterraneo, dove ricerca, educazione e partecipazione attiva possono contribuire a diffondere una cultura della sostenibilità”, ha spiegato Fabio Galluzzo, Vicepresidente Marevivo.
L’educazione è il nostro punto cardine.
Perché non si protegge ciò che non si conosce.
Perché ogni giovane può diventare custode del mare.
Perché il futuro dell’oceano si scrive oggi, nelle aule, nella ricerca, nelle scelte quotidiane.
Ricerca. Educazione. Norme. Partecipazione e cura.
Questa è la rotta. Il mare ci ha generati. Tocca a noi, ora, educare al suo futuro per difendere la vita sul pianeta.













