Educazione ambientale e cultura della legalità: due valori per costruire il futuro

Grande successo per la Staffetta Blu della Legalità, l’iniziativa ecologista e sociale promossa da Marevivo Puglia con il supporto logistico della Lega Navale Italiana, in collaborazione con Rete Comuni Sostenibili e “Per il meglio della Puglia”, nata per diffondere tra cittadini e giovani una visione condivisa in cui educazione ambientale e cultura della legalità sono due pilastri della cittadinanza attiva.

Prendersi cura dell’ambiente significa infatti rispettare regole, persone e beni comuni. Allo stesso modo, promuovere la cultura della legalità vuol dire riconoscere che il patrimonio naturale appartiene a tutti e che la sua tutela richiede responsabilità, partecipazione e comportamenti consapevoli. In questa prospettiva, il mare diventa il luogo simbolico in cui sostenibilità, giustizia sociale e impegno civico si incontrano.

A rendere ancora più significativo il viaggio sono state le due imbarcazioni protagoniste: Helena, confiscata al traffico di migranti e oggi affidata alla Lega Navale Italiana di Rodi Garganico, e Francesco, la Barca della Legalità della Lega Navale Italiana Matera – Magna Grecia Taranto, intitolata al Capitano dei Carabinieri Emanuele Basile. Due beni sottratti alla criminalità e restituiti alla collettività che testimoniano concretamente come la legalità possa trasformarsi in educazione, inclusione e sensibilizzazione ambientale.

La scelta di inaugurare la Staffetta il 23 maggio, anniversario della Strage di Capaci, ha rafforzato ulteriormente questo messaggio. Ricordare il sacrificio di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e degli agenti della scorta significa ribadire che la tutela dell’ambiente e la difesa della legalità condividono gli stessi valori: responsabilità, rispetto delle regole e cura del bene comune.

Ogni tappa ha ospitato incontri istituzionali, laboratori didattici, workshop scientifici, mostre e attività divulgative dedicate alla biodiversità, alla ricerca scientifica, all’economia sostenibile e alla cittadinanza attiva. Un percorso che ha mostrato come l’educazione ambientale sia anche educazione alla legalità, perché promuove il rispetto delle norme che proteggono il territorio e rafforza il senso di responsabilità verso la comunità.

Fondamentale è stato il contributo del mondo scientifico, con la partecipazione di ricercatori, biologi marini, meteorologi, magistrati, rappresentanti delle Università, delle Capitanerie di Porto, delle amministrazioni pubbliche e delle associazioni impegnate nella tutela del mare. Le loro testimonianze hanno evidenziato come la conoscenza sia uno degli strumenti più efficaci per costruire una reale cultura della sostenibilità. Per questo Marevivo continua a promuovere con convinzione l’educazione ambientale nelle scuole di ogni ordine e grado.

Protagonista della Staffetta è stata proprio la scuola. Migliaia di studentesse e studenti hanno partecipato alle attività con entusiasmo e senso di responsabilità, dimostrando come il rispetto dell’ambiente e quello delle regole facciano parte dello stesso percorso educativo. Emblematica la tappa di Brindisi, dove oltre 1.100 giovani hanno animato il lungomare con un corteo dedicato alla legalità, alla pace e alla tutela del mare offrendo un’immagine concreta dell’impegno delle nuove generazioni per il futuro del Pianeta.

Anche le tappe di Santa Maria di Leuca, Porto Cesareo e Taranto hanno confermato la capacità della Staffetta di creare una rete virtuosa tra istituzioni, università, enti di ricerca, Aree Marine Protette, associazioni e comunità locali. Ricerca scientifica, divulgazione ed educazione ambientale hanno trovato nel mare un punto di incontro per promuovere una cultura fondata sulla conoscenza, sul rispetto e sulla corresponsabilità.

La conclusione della Staffetta a Taranto, con una giornata dedicata alla divulgazione scientifica, all’educazione ambientale e alla cittadinanza attiva, arricchita dalle attività sul Mar Piccolo e dalla cerimonia del Premio “Ambasciatore del Mare”, ha rappresentato il coronamento di un progetto capace di unire competenze, esperienze e sensibilità diverse. Oltre 120 studenti hanno partecipato ai laboratori e agli incontri con ricercatori, università, enti di ricerca e associazioni presso la Lega Navale Italiana.

Attraverso il dialogo tra istituzioni, ricerca scientifica, scuola e società civile, Marevivo Puglia ha promosso una visione del mare fondata su conoscenza, responsabilità condivisa e partecipazione, dimostrando che educazione ambientale e cultura della legalità si rafforzano reciprocamente: formare cittadini consapevoli significa educare al rispetto delle regole, alla tutela dell’ambiente e alla difesa del bene comune.

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