Il Commissario europeo per la Pesca e gli Oceani Costas Kadis visita l’AMP Capo Milazzo. Al centro del confronto governance, biodiversità, ricerca e sviluppo sostenibile
La giornata ha riunito in un tavolo tecnico istituzioni, comunità scientifica, Capitaneria di Porto, pescatori, scuola e società civile per approfondire il modello collaborativo sviluppato sul territorio e confrontarsi sul futuro delle Aree Marine Protette.
Il Consorzio di gestione dell’AMP Capo Milazzo, composto dal Comune di Milazzo, dalla Fondazione Marevivo e dall’Università degli Studi di Messina, rappresenta esso stesso un esempio di collaborazione tra istituzioni, ricerca e società civile. Proprio in qualità di componente del Consorzio, Marevivo ha promosso e reso possibile questa occasione di confronto con il Commissario europeo.
Attraverso un tavolo tecnico e una visita ai percorsi sulla terraferma, Kadis ha potuto approfondire direttamente il modello di gestione dell’Area Marina Protetta: “Sono rimasto colpito dalla varietà e dalla qualità delle attività realizzate dall’AMP Capo Milazzo, che spaziano dalla tutela della biodiversità alla pesca sostenibile, dalla ricerca scientifica e raccolta dei dati alla formazione e all’educazione ambientale. È un esempio concreto di come la protezione degli ecosistemi marini possa integrarsi con il coinvolgimento delle comunità locali e con uno sviluppo sostenibile del territorio”, ha sottolineato il Commissario europeo Costas Kadis.
All’incontro hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni locali, del mondo della ricerca, della Capitaneria di Porto, della pesca, della scuola e della società civile, tra cui il Sindaco di Milazzo Pippo Midili, Carmen Di Penta co-fondatrice di Marevivo, Giovanni Mangano Presidente dell’AMP Capo Milazzo, Nunziacarla Spanò, Direttore di Dipartimento dell’Università degli Studi di Messina, il Comandante Giovanni Pigna della Capitaneria di Porto, Teresa Romeo, Direttrice del Sicily Marine Centre della Stazione Zoologica Anton Dohrn, Nino Accetta, Presidente CO.GE.PA., il pescatore Giuseppe Nania in rappresentanza della categoria e Stefania Scolaro, Dirigente scolastico dell’Istituto Nautico e Assessore comunale.
“Come già in occasione della visita al Centro di Educazione Ambientale di Marevivo a Baia del Corallo, lo scorso 13 settembre, il Commissario Kadis ha potuto constatare direttamente quanto educazione alla cultura del mare, divulgazione scientifica e sensibilizzazione ambientale siano fondamentali per formare nuove generazioni consapevoli e rispettose del patrimonio naturale. Milazzo è un vero laboratorio, che dimostra come un modello fondato sul dialogo, sulla cooperazione e sulle sinergie tra i diversi stakeholder sia non solo possibile, ma concretamente realizzabile”, ha dichiarato Carmen Di Penta, Direttore della Fondazione Marevivo.
Il confronto ha evidenziato anche la necessità di rafforzare struttura e governance delle AMP, equiparandole ai Parchi nazionali terrestri e riconoscendole come veri e propri Parchi marini, dotati di personale qualificato, risorse adeguate e strumenti efficaci di monitoraggio e controllo.
“È motivo di grande soddisfazione poter presentare a un interlocutore europeo così autorevole il lavoro svolto a Capo Milazzo. Il nostro modello di governance dimostra come un’AMP possa coniugare tutela, ricerca e sviluppo sostenibile, generando benefici che, attraverso l’effetto spillover, possono estendersi anche oltre i suoi confini”, ha dichiarato Giovanni Mangano, Presidente dell’Area Marina Protetta Capo Milazzo.
Il punto di fondo è semplice: tutelare il patrimonio naturale non è un ostacolo allo sviluppo ma, al contrario, crea le condizioni perché possa durare. La salute degli ecosistemi marini sostiene turismo, occupazione, pesca, sicurezza delle coste e qualità della vita delle comunità.
Capo Milazzo mostra così come un’Area Marina Protetta possa diventare un luogo in cui ecologia, ricerca, economia e partecipazione locale concorrono alla tutela e alla rigenerazione dell’ambiente marino, e rappresentare un modello anche per l’Europa.
È anche da esperienze come questa che può partire il confronto sul futuro delle Aree Marine Protette in Italia e in Europa.





















