È sempre più evidente che la ripresa green promessa negli ultimi mesi sembra avere più la funzione di uno slogan acchiappa like che non di un effettivo impegno politico: l’ennesima conferma arriva dal decreto Milleproroghe del governo Conte, e in particolare dal mancato prolungamento della moratoria a nuove autorizzazioni di prospezione o di ricerca di idrocarburi, voluta due anni fa proprio dal Movimento 5 stelle che aveva imposto uno stop per almeno 24 mesi. In poche parole, vorrebbe dire via libera alle trivellazioni in tutta Italia in terra e in mare, una scelta chiaramente in contrasto con le politiche di transizione energetica promesse.

Il nostro governo ha forse dimenticato che siamo nel pieno di una crisi climatica?

Sono già 84 le domande di nuove trivelle presentate al Ministero dello sviluppo economico, di cui 24 in mare, tutte concentrate tra l’Adriatico e il Canale di Sicilia. Si tratta di un enorme passo indietro e di un grande pericolo per il mare e per il clima: queste esplorazioni implicano uno sfruttamento eccessivo di risorse naturali, minacce alla fauna marina e una quantità di emissioni non compatibile con l’attuale crisi climatica.

Insieme ad altre organizzazioni ambientaliste ed enti locali Marevivo auspica un Decreto Legge che preveda un reale blocco alle trivellazioni, e si rivolge al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa e dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli  per un’inversione di rotta verso un futuro che sia davvero sostenibile e basato sullo sviluppo di fonti rinnovabili.

Rischiamo di perdere l’ennesima opportunità di sviluppare un reale piano di transizione energetica, non possiamo aspettare ancora: il nostro Pianeta – e le nostre vite – non possono essere oggetto di campagna elettorale.