In tutto il mondo, la pesca cattura molti più organismi di quelli necessari o voluti.

Il bycatch è la cattura accidentale delle specie durante l’attività di pesca, che ogni anno miete vittime tra delfini, tartarughe marine, squali e razze, uccelli e molti altri animali. Si verifica principalmente perché le moderne attrezzature da pesca, oltre ad essere molto resistenti, possono coprire anche aree estese e non sono selettive: scegliere cosa catturare e cosa escludere è spesso impossibile.

Un problema particolarmente grave nel Mediterraneo.

Secondo un rapporto stilato dalla IUCN [1], la principale causa di declino ed estinzione delle specie nel Mediterraneo è l’overfishing. Si tratta infatti di un fenomeno molto diffuso: circa l’80% degli stock valutati è ritenuto oggetto di sovra-sfruttamento.

Squali e razze vengono spesso catturati accidentalmente con le reti destinate a tonni e pesci spada e con le reti a strascico. La diminuzione delle catture delle specie bersaglio ha incentivato i pescatori a immettere sul mercato squali e razze per compensare la riduzione del profitto.

Le reti a strascico sono tra gli attrezzi da pesca più dannosi per questi animali: oltre 60 specie di squali e razze vengono catturate dallo strascico. Ma non sono gli unici: la verdesca (Prionace glauca), una specie in pericolo critico nel Mediterraneo, rappresenta oltre il 70% delle catture accidentali di squali dichiarate per i palangari di superficie, seguita dallo squalo mako (Isurus oxyrinchus), altra specie in pericolo critico. Tra le specie comunemente catturate con i palangari vi sono inoltre lo squalo volpe (Alopias vulpinus), la canesca (Galeorhinus galeus) e lo smeriglio (Lamna nasus) [2].

La verdesca e lo squalo volpe si possono sbarcare e commercializzare, perché sono specie dell’allegato III della Convenzione di Barcellona. Il mako, lo smeriglio e la canesca non si possono sbarcare né commercializzare, e vanno rilasciate, perché sono specie dell’allegato II della Convenzione di Barcellona.

Nel Mar Mediterraneo più della metà delle specie di squalo presenti è sul punto di scomparire per sempre. I regolamenti e le misure per garantire la tutela delle specie vulnerabili di squali e razze sono già in vigore, ma è importante che tutti le applichino e che i pescatori sappiano con precisione come comportarsi in caso di catture accidentali.

Vittoria GnettiBiologa marina e responsabile del progetto “Come migliorare la conservazione di squali e razze a rischio nel Mediterraneo" di MedReAct

Tra le specie del Mediterraneo maggiormente messe in pericolo dal bycatch compaiono anche le tartarughe Caretta Caretta. Solo nelle acque italiane, in un anno si verificano più di 52 000 eventi di cattura e probabilmente oltre 10 000 morti [3].

La pesca a strascico e la pesca a reti fisse sono le principali cause di cattura accidentale di tartarughe marine nel Mediterraneo [4]. Le stime sono sconfortanti: il 18% delle tartarughe marine catturate dalle reti a strascico muore direttamente. Un numero altrettanto alto di tartarughe muore invece successivamente per annegamento, disturbi metabolici o decompressione da rilascio [5].

Come ridurre il bycatch?

La soluzione più logica per eliminare il problema è quella di agire su più fronti: da una parte, è indispensabile regolare l’overfishing attraverso restrizioni più nette, dall’altra, incentivare la creazione di aree marine protette.

Alcuni studi hanno anche elaborato nuovi strumenti di pesca maggiormente selettivi, per ridurre, laddove è impossibile eliminare del tutto, la cattura delle specie non target.

Inoltre è indubbio che incentivare il dialogo con i pescatori, aumentando la consapevolezza sulle buone pratiche da seguire in caso di cattura accidentale e sull’importanza di queste specie per l’ecosistema marino, diventa indispensabile per ottenere risultati globali e a lungo termine.