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Dopo una breve pausa autunnale, riprendono le attività di campionamento sulle sponde e all’interno di fiumi e torrenti di 11 paesi d’Europa da parte dei giovani pirati del progetto europeo di Citizen science, Plastic Pirates – Go Europe!, contro l’inquinamento da plastica, con particolare attenzione alle macro e microplastiche, per valutare lo stato di salute delle acque interne che sfociano in mare.

In Italia i partner coinvolti sono CNR, Legambiente e Marevivo. Grazie alla collaborazione fra queste realtà, le loro delegazioni e circoli regionali e alle scuole coinvolte, la Fondazione Marevivo è nuovamente scesa in campo per l’attività mediana del progetto prevista da febbraio ad aprile 2024. Purtroppo, complice il gravissimo stato di siccità del mese di aprile, sono state parecchie le difficoltà riscontrate dal nostro team della regione Sicilia nella zona dell’agrigentino, in particolare sul torrente Carabbolace, affidato alle cure degli studenti dell’IISS “Calogero Amato Vetrano” e sul fiume Magazzolo, assegnato agli alunni dell’IIS “Francesco Crispi”. Nel primo caso, la situazione ha costretto i nostri operatori e i ragazzi a riflettere sulle problematiche causate dal riscaldamento globale, il quale ha provocato e provoca attualmente periodi di crisi idrica in alcune zone della regione. Mentre gli alunni dell’Istituto Comprensivo “Giuseppe Garibaldi” di Cattolica Eraclea hanno potuto raccogliere e catalogare rifiuti antropici rinvenuti nei pressi del fiume Platani. Fra gli oggetti ritrovati: docce, bidoni, materassi, divani e strumenti provenienti dal settore agricolo.

Nell’area di Milazzo hanno riconfermato le attività di campionamento del periodo autunnale (catalogazione e raccolta rifiuti) gli ottanta studenti dell’ITET “Leonardo da Vinci” e della scuola secondaria di primo grado Istituto Terzo plesso “Baronello”, svolgendo ulteriori analisi sullo stato di salute del torrente Mela.

La stessa sede nazionale Marevivo ha proseguito il lavoro di campionamento sulle sponde e all’interno del fiume Aniene di Roma, insieme agli allievi già coinvolti dell’Istituto “Cecco Angiolieri”. I giovani pirati della plastica, grazie alla pesa e alla catalogazione dei materiali raccolti sul territorio, hanno scoperto che più del 50% del materiale prelevato era di plastica! Sono inoltre stati raccolti, attraverso una speciale rete chiamata “manta” calata in acqua, diversi frammenti della stessa tipologia, ma di misura inferiore ai 5 mm, le famose microplastiche. Le retine e il loro contenuto sono stati poi inviati dai ragazzi al CNR di Genova, che ha il compito di analizzarle, per poi trasmettere i risultati al database europeo del progetto Plastic Pirates – Go Europe!

A metà maggio si è tenuta la chiusura delle attività con un evento organizzato nella nuova sala conferenze della sede storica del CNR di Roma, dove i nostri corsari hanno avuto l’opportunità di presentare i loro lavori davanti a compagni, professori, coetanei ed esperti del settore ambientale.

Non ci resta che attendere il prossimo arrembaggio ai danni della plastica!

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