Le microplastiche stanno contaminando la frutta e la verdura che mangiamo, come dimostrato da un recente studio dell’Università di Catania. È la prima ricerca al mondo a quantificare la plastica presente nella parte edibile di alcuni alimenti.

Lo studio ha esaminato mele, pere, patate, carote, lattuga e broccoli: secondo i risultati, le mele e le carote sono rispettivamente i frutti e le verdure più contaminati. In linea generale, la frutta ha mostrato la più alta concentrazione di microplastiche.

Leggi lo studio completo: “Micro- and nano-plastics in edible fruit and vegetables. The first diet risks assessment for the general population”

Gli alimenti sono stati scelti perché sono tra i più consumati (in media uno al giorno) e questo ha permesso ai ricercatori di
valutare l’esposizione nella dieta. Sia negli adulti che nei bambini, l’assunzione giornaliera stimata di microplastiche risulta essere più elevata dopo aver mangiato mele e più bassa dopo aver mangiato carote.

«Sono risultati che ci aspettavamo» , spiega la professoressa Margherita Ferrante, che ha diretto lo studio. «Già altre ricerche avevano dimostrato che le microplastiche penetrano nelle piante attraverso le radici e possono quindi essere assorbite dalla pianta, finendo nella polpa e nei tessuti vegetali. Ora è necessario capire quali sono i possibili effetti delle microplastiche sulla salute umana.»

Cosa possiamo fare?

«Possiamo e dobbiamo agire», continua Ferrante. «È importante che la popolazione generale minimizzi il consumo di plastica e smaltisca i rifiuti correttamente. Un appello va lanciato anche ai politici e alle istituzioni: è essenziale mettere in piedi piani di gestione dei rifiuti adeguati, per evitare la diffusione dei rifiuti plastici che una volta arrivati in mare o nel suolo creano gravi danni.»

Raffaella Giugni, responsabile delle relazioni istituzionali di Marevivo, afferma: «Da anni siamo a conoscenza della presenza di microplastiche nell’aria, negli oceani e nel suolo. La plastica è stata trovata anche nei cetacei e nei pesci, e adesso per la prima volta scopriamo che può essere nella frutta e nella verdura, componenti fondamentali della nostra dieta. Non sappiamo ancora quali sono le conseguenze sulla nostra salute, ma certamente non c’è più tempo da perdere. Dobbiamo modificare i nostri comportamenti ed eliminare il consumo di plastica usa e getta.»

E conclude: «Ci uniamo all’appello della comunità scientifica e chiediamo che vengano intraprese azioni urgenti, a partire dal recepimento della direttiva europea sulla plastica monouso, che prevede il divieto di produzione di alcuni oggetti di plastica usa e getta.»

Ultimi articoli sull’inquinamento da plastica:

Blue newsBlue News Politiche Ambientali
20/10/2021

Direttiva europea sulla plastica monouso: in Italia dobbiamo fare molto di più

Verrà votato oggi alla Commissione Ambiente della Camera il decreto attuativo, poco ambizioso, della Direttiva Europea Single-Use Plastic…
Blue newsBlue News Inquinamento
20/09/2021

Al Porto Turistico di Andora le tre stelle marine di Marevivo per premiare la sostenibilità

Dopo il riconoscimento ottenuto questa estate dal Marina di Portisco, in Costa Smeralda, arrivano le 3 stelle marine…
Blue newsBlue News Inquinamento
09/09/2021

“Piccoli gesti, grandi crimini”: Viareggio aderisce alla campagna di sensibilizzazione contro l’abbandono dei mozziconi nell’ambiente

Viareggio aderisce a “Piccoli gesti, grandi crimini”, il progetto realizzato da Marevivo che mira a sensibilizzare cittadini e…
Blue newsBlue News Inquinamento
08/09/2021

Arriva a Bari la nostra campagna contro l’abbandono di mozziconi di sigaretta

Sbarca a Bari “Piccoli gesti, grandi crimini”, il progetto realizzato da Marevivo in collaborazione con British American Tobacco…