Direttiva SUP
#StopSingleUsePlastic

Rifiutiamo quello che
non possiamo riutilizzare

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Il 21 maggio 2019 è stata approvata nella sua versione definitiva la Direttiva dell’Unione Europea UE 2019/904 sulle materie plastiche monouso (detta anche direttiva SUP, Single Use Plastic ). La pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea è avvenuta il 12 giugno e la direttiva è entrata in vigore il 3 luglio. Da quel momento gli Stati membri hanno avuto due anni di tempo per recepire la legislazione nel loro ordinamento nazionale.

Marevivo sta lavorando per sensibilizzare la società civile sull’urgenza di recepire questa direttiva fondamentale per la salvaguardia dell’ambiente e del mare. 

La direttiva mira a prevenire e contrastare i rifiuti marini e si basa sulla legislazione dell’Ue già esistente. Ma si spinge oltre e stabilisce norme più severe per i tipi di prodotti e di imballaggi che rientrano tra i dieci prodotti inquinanti più spesso rinvenuti sulle spiagge europee. Le nuove norme vietano, con decorrenza al 2021, l’utilizzo di determinati prodotti in plastica usa e getta per i quali esistono alternative in commercio. Tali misure entreranno in vigore con date differenziate rispetto al recepimento della direttiva.

CONSUMO MEDIO PLASTICA MONOUSO IN ITALIA

10/12 milioni di piatti al giorno

circa 4 miliardi l’anno

20 milioni di bottigliette al giorno

circa 7 miliardi l’anno

16/20 milioni di bicchieri al giorno

più di 5 miliardi l’anno

5 milioni di cannucce al giorno

circa 2 miliardi l’anno

7 milioni di posate al giorno

circa 2,5 miliardi l’anno

Da quando è stato introdotto in Italia l’obbligo di sostituire i sacchetti di plastica con
materiale biodegradabile, il consumo di sacchetti è calato del 60%

Quali sono i materiali e i prodotti vietati al 2021

La direttiva SUP dice esplicitamente all’art. 3 che gli unici polimeri esclusi dal suo campo di applicazione sono quelli naturali, non modificati chimicamente. 

Le plastiche biodegradabili e compostabili siano esse derivate da fonti rinnovabili (totalmente o parzialmente) che di origine fossile, rientrano tra i polimeri modificati chimicamente e quindi fra i materiali vietati. Nel caso delle stoviglie non sono ammesse al pari della plastica e bioplastica neanche i manufatti realizzati in materiale poliaccoppiato o laminato composto da carta e da un rivestimento in materiale plastico. 

Gli articoli compresi nella Legge

Ecco i 10 articoli principali presi in considerazione dalla SUP in base al loro impatto ambientale (ritrovamento sulle spiagge dell’unione europea):

  • Bottiglie e altri contenitori per bevande in plastica   
  • Filtri di sigaretta
  • Cotton fioc con bastoncino in plastica
  • Pacchetti e involucri in materiale flessibile
  • Salviettine umidificate contenenti plastica
  • Sacchetti in plastica per la spesa
  • Posate, piatti, agitatori e cannucce in plastica
  • Tazze in PE con relativi tappi e coperchi
  • Palloncini e relativi bastoncini 
  • Contenitori per alimenti in PE

Solo in Italia se ne consumano più di 16 milioni al giorno

Tra i bicchieri, la direttiva mette al bando solamente i contenitori per liquidi realizzati con polistirolo espanso, cioè quelli di schiuma espansa usati soprattutto in Inghilterra e negli Stati Uniti per bevande calde. Rimarranno consentiti tutti gli altri bicchieri di plastica, come quelli bianchi di polistirolo sottile o quelli trasparenti di polipropilene della consistenza più morbida e tenace. Di questi in Italia se ne consumano tra i 16 e i 20 milioni al giorno e la dispersione in ambiente è elevatissima. Per questo motivo Marevivo chiederà un emendamento affinché anche i bicchieri monouso rientrino tra i prodotti usa e getta da proibire.

Le 7 misure della direttiva includono:

  • Divieto di produzione dell’UE dal 2021 per cotton fioc, posate, piatti, agitatori e cannucce (Art.5)
  • Nuovi requisiti di progettazione per i contenitori per bevande fino a 3 litri con il tappo attaccato e un contenuto di materiale riciclato ( dal 20% al 30%)  (articolo 6)
  • Requisiti di marcatura per bicchieri di plastica, prodotti del tabacco (filtri), salviettine umidificate, assorbenti igienici e tamponi, per informare i consumatori sugli impatti negativi in caso di abbandono nell’ambiente e fornire indicazione sul corretto smaltimento (due anni dopo l’entrata in vigore della direttiva); (Art. 7)
  • Generale riduzione del consumo dei contenitori per gli alimenti e i bicchieri (tazze) entro il 2026
  • Misure di sensibilizzazione (articolo 10) per informare i consumatori e incentivarli ad adottare un comportamento responsabile al fine di ridurre la dispersione dei rifiuti e sull’utilizzo di prodotti alternativi (contenitori per alimenti, pacchetti e involucri in materiale flessibile, contenitori per bevande fino a 3 litri, prodotti del tabacco, salviettine umidificate, palloncini, sacchetti per la spesa in materiale leggero e assorbenti igienici)
  • Responsabilità estesa del produttore (articolo 8) per i prodotti non vietati (come sopra)
  • Raccolta differenziata dedicata per le bottiglie in plastica (77% entro il 2025 e 90% entro il 2029, articolo 9)

Alcune di queste misure possono interessare contemporaneamente un determinato prodotto. Per fare un esempio chiarificatore, le bottiglie in plastica sono soggette ad obiettivi di raccolta vincolanti, ad avere una quantità minima di materia riciclata, ad avere tappi solidali con i contenitori e a regimi EPR che finanzino sia i costi di raccolta e avvio a riciclo che i costi di pulizia ambientale e di campagne di sensibilizzazione.

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