L'habitat naturale per numerose specie vegetali e animali

Chi abita le dune?

Gli ambienti costieri che vanno dalla linea di battigia fino alle retrodune comprendono sia la spiaggia che l’ambiente dunale e peridunale e costituiscono l’habitat di numerose specie vegetali e animali come, ad esempio, i Lepidotteri (farfalle e falene) gli artropodi (insetti, crostacei), e i rettili (lucertole e tartarughe).

Le specie di animali che hanno colonizzato questi ambienti così peculiari ed estremi si sono adattate a sopravvivere in condizioni ambientali molto difficili: forti escursioni termiche, mancanza di acqua dolce, venti forti, salsedine. Le spiagge sono una linea di connessione tra la terraferma ed il mare, quindi un ambiente mutevole, su un substrato particolare, fatto di roccia incoerente (la sabbia) che non trattiene l’acqua piovana, per questi motivi gli organismi che oggi troviamo negli ambienti dunali sono altamente specializzati.

Generalmente, oltre agli animali ‘’maggiori’’, come i vertebrati, possiamo distinguere una fauna interstiziale e una fauna ‘’minore’’.

I membri della fauna interstiziale hanno colonizzato gli interstizi della sabbia, ossia gli spazi fra i vari granelli, e lì svolgono il loro ciclo vitale, in una sorta di ‘’mondo in miniatura’’, mentre i membri della fauna minore abitano l’ambiente più esposto e più ‘’pericoloso’’: la sabbia vera e propria. I coleotteri, le lucertole e molti insetti sono comuni abitanti della spiaggia e, nel corso delle loro vite, affrontano più rischi e pericoli per garantirsi la sopravvivenza.

La fauna interstiziale

Gli animali che vivono negli interstizi della sabbia sono conosciuti con il termine di mesopsammon (organismi associati all’ambiente interstiziale, tipici di zone sabbiose) e sono organismi dalle dimensioni molto ridotte. Esempi di questi organismi sono policheti (anellidi), turbellari (animali vermiformi appiattiti) e nemertini (animali vermiformi conosciuti per la loro distribuzione rilegata ad ambienti acquatici o generalmente umidi) ma anche cnidari, ctenofori (meduse e coralli) e molluschi (bivalvi e gasteropodi), crostacei ed esapodi (ostracodi, isopodi ed anfipodi).

Citando alcuni degli esemplari più conosciuti possiamo riconoscere il crostaceo Daphnia (o pulce d’acqua) che vive nelle acque interstiziali del sedimento sabbioso nutrendosi principalmente tramite filtrazione, oppure le Telline e i Cannolicchi che vivono letteralmente infossati nella sabbia e che, sporgendo i loro sifoni (dei tubi atti al trasporto dell’acqua dentro/fuori il corpo del mollusco) filtrano il materiale nutritivo che si è depositato sul sedimento sabbioso.

La fauna minore

E’ difficile dire quali siano le specie di maggior rilievo poiché ognuna ha un ruolo trofico molto specializzato ed un ruolo ecologico di rilievo.

Se osserviamo l’ambiente dunale e peridunale, possiamo già cominciare ad intravedere organismi più caratterizzanti come i detritivori (si nutrono di detriti), gli psammofili (che vivono preferibilmente in ambienti sabbiosi) ed i saprofagi (che si nutrono di scarti organici) ma anche i predatori del Genere Podarcis (lucertole). Esempi di questi animali sono diversi esponenti della Superclasse degli Esapodi, rientranti nell’Ordine dei Coleotteri come la Pimelia, della famiglia dei Tenebroidi, che vive negli ambienti sabbiosi nei quali cammina ‘’speditamente’’ grazie a delle strutture a setola che presenta sugli arti e si nutre di detriti ma in determinati periodi dell’anno non disprezza gli altri insetti; oppure lepidotteri come la farfalla sfinge (Macroglossum stellatarum) che da lontano può ricordare per la forma quella di un colibrì. Infine, la celebre formica-leone (della Famiglia Myrmeleontidae) la quale, contrariamente a quanto può far pensare il suo nome comune, non è una formica ma si nutre di formiche nei suoi primi stadi vitali, grazie ad una strategia di predazione degna di nota: scava dei cunicoli nella sabbia con delle trappole apicali ad imbuto, le quali faranno cadere le sventurate formiche dritte verso la larva di formica-leone. Nello stadio adulto, invece, si cibano principalmente di polline o nettare.

Ultime, ma non per importanza, troviamo, fra i predatori, la Podarcis siculus e la P. muralis, ambedue molto comuni nel territorio della Penisola, infatti usano passare il loro tempo nei periodi più caldi sotto l’insolazione diretta (essendo rettili, animali a sangue freddo), si nutrono principalmente di insetti e sono membri funzionali dell’ecosistema spiaggia.

Curiosità: queste specie animali hanno trovato un buon modo per distrarre i loro predatori quando si sentono in pericolo, tramite la recisione spontanea della coda che per spasmi muscolari si muoverà simulando una preda in difficoltà, permettendo loro di fuggire. Così le lucertole hanno ideato un modo per guadagnarsi la sopravvivenza con un ‘’piccolo sacrificio’’ visto che la coda potrà rigenerarsi.

Dune

L’ambiente dunale e peridunale rappresenta la casa di numerosi organismi: oltre ai vertebrati, questo ambiente è popolato da una fauna interstiziale (organismi che vivono negli interstizi della sabbia) e da quella ‘’minore’’ (che abitano l’ambiente più esposto e più ‘’pericoloso’’, ossia la sabbia vera e propria).