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Marevivo, in collaborazione con Zero Waste Italy, lancia la campagna #BastaVaschette per dire no agli imballaggi monouso in plastica per frutta e verdura

Immagine su gentile concessione della Galleria Borghese

Marevivo, in collaborazione con Zero Waste Italy, lancia la campagna #BastaVaschette per dire no agli imballaggi monouso in plastica per frutta e verdura

Immagine su gentile concessione della Galleria Borghese

Perché è nata la campagna

La campagna #BastaVaschette nasce per sensibilizzare l’opinione pubblica, invitando i consumatori all’introduzione di abitudini di acquisto consapevoli che possano andare nella direzione di una vera e propria economia circolare.

L’obiettivo è ridurre l’utilizzo di queste confezioni, molto spesso non riciclabili, dannose non solo per l’impatto ambientale dato dalla produzione e dallo smaltimento dei materiali di imballaggio – che spesso finiscono in mare dove rimangono per sempre, sminuzzandosi e rappresentando una minaccia per gli animali che lo abitano – ma anche e soprattutto per il fatto che può contaminare gli alimenti, rilasciando sostanze dannose per la salute dell’uomo.

L’iniziativa è in linea con la proposta di regolamento della Commissione europea, che intende limitare il ricorso agli imballaggi in plastica monouso, promuovendone il riuso e il riciclo, e con l’entrata in vigore dal 1° gennaio 2023 dell’etichettatura ambientale, che impone l’obbligo di comunicare ai consumatori la destinazione finale di una confezione e i materiali di cui è composta,

Ognuno di noi

Può fare la differenza

Perché eliminare le vaschette monouso

Soffocano l’ambiente e il MARE

Non sono tutte riciclabili

Possono contaminare gli alimenti rilasciando sostanze dannose

Sono prodotte in enormi quantità e convengono alla grande distribuzione

Sono erroneamente percepite più “sicure” dai consumatori

180

Ogni cittadino europeo genera quasi 180 kg di rifiuti di imballaggio l’anno, circa mezzo chilo al giorno

Attualmente, gli imballaggi sono tra i principali prodotti a impiegare materiali vergini: il 40% della plastica e il 50% della carta utilizzati in tutta l’UE sono destinati esclusivamente all’imballaggio. Non c’è più tempo: se non si agisce in fretta, entro il 2030 l’UE vedrebbe un ulteriore aumento del 19% dei rifiuti provenienti da imballaggi e, in particolare, del 46% dei rifiuti provenienti da imballaggi di plastica. È necessario che la riduzione parta da ognuno di noi e dalle nostre scelte: ogni cittadino europeo genera infatti quasi 180 kg di rifiuti di imballaggio l’anno, circa mezzo chilo al giorno, e scegliere di acquistare prodotti sfusi ridurrebbe dell’80% l’utilizzo della plastica per questa categoria di prodotti.