Sono le più belle località marine e costiere italiane. Perle di rara bellezza incastonate nel Mare Mediterraneo che hanno bisogno più che mai di rispetto e di tutela.

I loro nomi evocano suggestioni immediate: La Maddalena, Stromboli, Capo Caccia, Isole Ciclopi, Montecristo, Cinque Terre… solo per citare alcune di quelle più conosciute. Molte di esse conservano le vestigia di civiltà antichissime. Molte altre racchiudono nei pochi chilometri quadrati della loro estensione capolavori d’arte e tradizioni millenarie. Tutte custodiscono un preziosissimo patrimonio di biodiversità.

 Dalle coste alte e rocciose, ai lunghi cordoni dunali, dall’estese praterie di Posidonia oceanica, alle variopinte formazioni coralligene, dalle grotte sommerse allo sconfinato ambiente pelagico: nelle aree marine protette italiane sono sintetizzate le più significative e peculiari caratteristiche dell’ambiente marino-costiero della penisola. 

Tutto questo patrimonio, per diventare anche un’importante risorsa economica, ha bisogno di essere tutelato, restaurato, valorizzato e reso fruibile con una regolamentazione che ne permetta un corretto e proficuo godimento.

Per il mare, grazie a specifici provvedimenti legislativi si è giunti a prevedere l’istituzione di ben cinquanta aree marine protette.

© Luca Tamagnini, La Maddalena

Attualmente ne sono già state istituite 31 (compresi i 2 parchi sommersi di Baia e Gaiola) per un totale complessivo di oltre 233 mila ettari di mare protetto: un prezioso “patrimonio blu” che è di tutti. A questo dobbiamo aggiungere i 2 milioni e mezzo di ettari di mare custoditi dal Santuario dei Mammiferi Marini – che vede Italia, Francia e Principato di Monaco uniti per salvaguardare la straordinaria presenza di cetacei nell’alto Mediterraneo.

L’Italia ha capito che questa ricchezza rappresenta una grande opportunità di sviluppo sostenibile e lo dimostra il notevole lavoro che si è fatto e si sta facendo in questa direzione.

Marevivo per il mare protetto

 Nel corso degli anni Marevivo ha messo al centro del suo impegno la promozione e la valorizzazione della aree marine protette quali strumenti insostituibili per lo sviluppo sostenibile del mare e delle coste. Campagne internazionali a bordo delle navi scuola della Marina Militare Vespucci e Palinuro sia per richiamare l’attenzione della società civile sull’importanza di proteggere il mare e la sua forza  rigeneratrice, sia per creare un “Filo Blu” tra i paesi del Mediterraneo che promuova azioni comuni in difesa del Mare Nostrum. A questo si aggiungono dieci edizioni della rassegna “Stelle di mare lungo il fiume” interamente dedicata a far conoscere ai cittadini il sistema delle aree protette. 

Con il suo lavoro l’associazione ha contribuito concretamente all’istituzione delle aree marine protette di Tremiti e Ustica, dei due Parchi Sommersi di Baia e Gaiola, del Santuario dei Mammiferi Marini e di Capo Milazzo, la cui gestione fa capo ad un Consorzio costituito dal Comune, dall’Università di Messina e da Marevivo. Con questa ulteriore istituzione la Sicilia, con 7 aree marine, diventa capofila nella protezione del mare.

«Salvaguardare significa anche bloccare l’usurpazione, promuovere il territorio e il suo sviluppo e porre rimedio ai danni provocati da anni d’incuria, per una sempre più ampia affermazione dei principi della legalità e della giustizia.»

Fabio Galluzzo, Marevivo Sicilia

Anche nel 2019 abbiamo raggiunto un importante traguardo. Grazie all’impegno decennale, alla pressione continuata sulle istituzioni nazionali e sulle amministrazioni comunali, alla sinergia con tutte le associazioni e categorie di settore del territorio, Marevivo ha ottenuto che il Ministero dell’Ambiente attivasse finalmente l’iter istruttorio per istituire l’area marina protetta di Capri. A supportare questo passaggio anche la petizione “Tuteliamo Capri in attesa che diventi Area Marina Protetta” lanciata su change.org per coinvolgere tutti i cittadini nel percorso di tutela dell’isola famosa in tutto il mondo.  

Tutto questo è stato preceduto da un importante lavoro in collaborazione con la comunità isolana che ha visto, nell’attesa dell’AMP, la richiesta di misure urgenti come la riduzione per tutti i natanti, privati e pubblici – con il relativo controllo – della velocità di navigazione a 6 nodi nella zona di mare fissata in 500 metri dalle coste, alte o a picco e in 1000 metri dalle spiagge, così da non arrecare disturbo e pericolo all’attività di balneazione (con rumore, moto ondoso etc), e l’accosto attraverso i corridoi di lancio ad una velocità non superiore ai 3 nodi. E ancora l’allargamento dei campi boe nella baia di Marina Piccola e a Marina Grande per preservare le zone di mare riservate alla balneazione. Per tutelare i monumenti naturali dell’Isola, Marevivo ha chiesto anche la chiusura al traffico a motore di alcune grotte (a parte la Grotta Azzurra, già protetta), due ricadenti nel Comune di Capri: Grotta Bianca e Grotta dei Pescatori; due nel Comune di Anacapri: Grotta Verde e Grotta dei Santi.

Il Mediterraneo

Il Mediterraneo è uno dei mari più piccoli del mondo, eppure sulle sue sponde si affacciano ben tre continenti, Europa, Africa ed Asia, e le sue acque si mescolano con quelle dell’Oceano Atlantico, del Mar Nero e del Mar Rosso. È un bacino semichiuso che occupa una superficie pari allo 0,82% del totale coperto dagli oceani ed ha un volume pari allo 0,32% del volume complessivo. 

Nonostante ciò, è considerato un hotspot di biodiversità, cioè una regione caratterizzata da un’elevata diversità di ambienti e di organismi, con un numero stimato di oltre 17.000 specie (circa il 7,5% degli organismi marini presenti sul pianeta). 

Il tasso di specie endemiche, presenti cioè solo qui e in nessun’altra parte del mondo, è molto alto ed è compreso tra il 20 e il 30%. 

A causa della particolare conformazione geologica e della vicinanza con l’Oceano Atlantico, la diversità delle specie tende ad aumentare da Est ad Ovest; la regione occidentale del Mediterraneo ha anche più endemismi, mentre quella orientale risulta più impoverita.

L’Italia, situata al centro tra queste due regioni biogeografiche, è uno dei paesi più ricchi di biodiversità: delle specie marine mediterranee presenti nelle check-list nazionali e internazionali di flora e fauna (8.750 specie), il 10% è segnalato in Italia e delle 10 specie di cetacei segnalate nell’intero bacino mediterraneo, 8 sono regolarmente presenti con popolazioni nei mari italiani.

Il Mediterraneo è oggi fortemente minacciato da inquinamento da plastica, cementificazione delle coste, pesca non sostenibile, diffusione di specie invasive, cambiamento climatico, frammentazione e distruzione degli habitat. 

L’istituzione di un numero sempre maggiore di aree marine protette è uno degli strumenti per combattere il suo degrado ed arginare il suo declino.